Piccoli ospedali da salvare «Nuova legge regionale»

17 Giugno 2018

Ortona. Il M5S illustra la proposta per sospendere la chiusura di otto presìdi Flocco: va rivista la norma nazionale. Paolucci: il testo così è inapplicabile

ORTONA. La sanità al centro del dibattito che ieri pomeriggio si è tenuto alla Sala Eden di Ortona. Il Movimento Cinque Stelle con i consiglieri regionali Pietro Smargiassi e Domenico Pettinari ha illustrato la “Legge salva ospedali”, una proposta avanzata per «salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini e i piccoli presidi ospedalieri». All’iniziativa, organizzata dai cittadini appartenenti al gruppo Ortona 5 Stelle, hanno partecipato anche il sindaco Leo Castiglione e il Comitato di Ortona, così come comitati, primi cittadini e rappresentanti comunali di Atessa, Guardiagrele, Penne, Popoli e Tagliacozzo.
Dopo l’intervento di Lucia Di Nucci, del Comitato di Ortona, che ha parlato del piano di organizzazione sanitaria e di come sia «scollato dal territorio», è stata la volta di Smargiassi, che ha relazionato su una serie di criticità sanitarie nel territorio abruzzese. Poi è toccato a Pettinari, il quale ha sottolineato che con il decreto Lorenzin c’era la possibilità di attuare deroghe, ma ciò non è avvenuto ed è stato quindi «depotenziata la medicina territoriale». Sulla “Legge salva ospedali” ha dichiarato che «abbiamo previsto di incidere sui famigerati decreti del commissario ad acta che hanno depotenziato la sanità in Abruzzo. Chiediamo», ha spiegato, «l’interruzione di tali decreti per quanto riguarda i Comuni di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne. La sospensione può essere concessa dalla Regione con una legge perché oggi non siamo più commissariati». La proposta del M5s è legata ad un intervallo temporale, che è quello di esistenza del “cratere” e dei suoi Comuni.
Il primo cittadino ortonese, invece, ha esordito dicendo che «è il momento di dire basta, mettere un punto e ripartire». Ha apprezzato la proposta dei Cinque Stelle e ha esortato tutti a un confronto, mettendo da parte i campanilismi politici, riportando al centro del dibattito la salute dei cittadini e riorganizzando la sanità pubblica. Non era presente per impegni istituzionali il sindaco di Atessa, Giulio Borelli. Al suo posto è intervenuto Enrico Flocco, medico ospedaliero anestetista dell’ospedale di Lanciano e responsabile della Sanità al Comune. «La vicenda dei piccoli ospedali è stata affrontata male, con ripercussioni negative per la popolazione in toto e in particolare per i cittadini dell’entroterra», ha commentato. In merito alla proposta del Movimento Cinque Stelle, Flocco ha evidenziato che è apprezzabile, «però ha un punto debole perché», si è chiesto, «come si fa a rivedere con una legge regionale atti che sono conseguenza di una legge nazionale? Va rivista la legge Lorenzin». E a tal proposito la vicenda del presidio ospedaliero di Atessa «è significativa», ha proseguito Flocco, perché abbiamo chiesto all’interno della legislazione vigente che sia riconosciuto come ospedale di area disagiata». Pertanto Flocco ha avanzato l’idea di un accordo tra tutti i deputati abruzzesi di ogni forza politica, affinché venga presentata una proposta di legge nazionale che modifichi la legge Lorenzin nelle parti che riguardano il trattamento dei piccoli ospedali.
La proposta dei pentastellati non convince l’assessore regionale, Silvio Paolucci, che nega la possibilità di una sua attuazione. «Il Movimento Cinque Stelle propone una norma regionale che è inapplicabile», ha replicato. «Occorre che la stessa norma venga presentata a livello nazionale. Detto questo, la legge smantellerebbe le numerose eccellenze come quelle per esempio portate a Ortona, dove il parcheggio dell’ospedale sempre pieno la dice lunga sul tasso di utilizzo, oggi più di prima, del presidio. Inoltre cancellerebbe la sanità territoriale e le risorse per la prevenzione. Insomma», ha concluso, «sarebbe un salto nel secolo scorso».
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