«Piccoli ospedali, salvezza con il decreto Genova»

Parte da Guardiagrele un’altra iniziativa in difesa dei presìdi sanitari Il sindaco annuncia: «Accordo con il M5S per sospendere il decreto Lorenzin»
GUARDIAGRELE. Sulla salvaguardia dei piccoli ospedali il sindaco Simone Dal Pozzo è pronto a chiedere sostegno in sede di conversione del decreto Genova. L’annuncio arriva dopo che, a luglio scorso, il primo cittadino guardiese, insieme ai sindaci di Ortona, Atri, Sulmona, Tagliacozzo e Penne, aveva proposto la sospensione del decreto Lorenzin per i presidi oggetto di riconversione. «L’emendamento da noi formulato e, poi, proposto e fatto proprio dai deputati Camillo D’Alessandro e Stefania Pezzopane in commissione Ambiente della Camera», ricorda Dal Pozzo, «fu bocciato. Ora chiederò agli altri sindaci di proseguire la nostra azione a tutela della sanità e dei presidi dell’intera regione e non solo delle aree interessate dal cratere sismico come, invece, il governo si è impegnato a fare. Mi riferisco», precisa Dal Pozzo, «a un ordine del giorno presentato lo scorso 19 luglio e riproposto qualche giorno fa dai 5S, primo firmatario il deputato abruzzese Andrea Colletti, che impegnava il governo a inserire nel decreto legge 8/2017, quello sul terremoto del gennaio scorso, una norma per la deroga al decreto Lorenzin». Dal Pozzo evidenzia che la bozza del decreto legge Genova contiene anche una parte sulle misure urgenti relative agli eventi sismici. «Chiediamo», osserva Dal Pozzo, «che la sospensione del decreto Lorenzin riguardi anche i presidi della provincia di Chieti e, in particolare, quello di Guardiagrele, così come ha chiesto in Regione il gruppo del M5S, in una sua proposta di legge presentata anche da noi in una pubblica assemblea lo scorso 28 giugno. Abbiamo ben presente», continua il sindaco, «che la salvaguardia del nostro ospedale passa attraverso una iniziativa legislativa ma, se il governo è pronto ad adottare misure audaci in tema di deficit, non vediamo come possa tirarsi indietro di fronte a una misura che chiediamo a gran voce e che si rende sempre più necessaria».
Dal Pozzo sottolinea che le misure programmatorie in tema di sanità che hanno riguardato il presidio guardiese e la sua area, finora, «non sono state affatto soddisfacenti»: «Avevamo chiesto», ricorda, «una iniziativa per riconoscere a Guardiagrele la funzione di presidio di area disagiata, ben potendo contare su elementi e parametri assolutamente conformi alla normativa. Questo, per ragioni non comprensibili, non è avvenuto. Ho ripetutamente scritto ai vari ai vari attori, dalla Regione alla Asl, non ricevendo le risposte che attendevo. Proprio la scorsa settimana ho poi interessato anche il prefetto. Ora», conclude, «è necessario un cambio di rotta sul quale proseguire il nostro impegno. Il governo intanto faccia la sua parte».
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