Lanciano

Pierburg, è ancora protesta: altre otto ore di sciopero

7 Giugno 2026

Lanciano, non si placa la protesta dei lavoratori contro la vendita al fondo tedesco Aequita

LANCIANO. È ancora protesta alla Pierburg, dopo lo sciopero di quattro ore di giovedì scorso e l’uscita volontaria dallo stabilimento di quasi tutti i lavoratori il mercoledì sera, alla notizia che la temuta cessione di Rheinmetall degli ultimi siti di lavorazioni automotive al fondo tedesco Aequita c’era già stata e per giunta senza il confronto delle parti e senza passare per il tavolo istituzionale del Mimit. Dall’annuncio di nuove mobilitazioni, si è quindi passati ai fatti: Fiom e Fim hanno proclamato un nuovo pacchetto di otto ore di sciopero da programmare assieme ai lavoratori. Ancora una volta al centro delle recriminazioni sindacali c’è l’atteggiamento definito di «totale chiusura» da parte dell’azienda. «Come se non bastasse», intervengono Andrea De Lutis (Fiom) e Primiano Biscotti (Fim), «nella stessa giornata in cui le organizzazioni sindacali nazionali hanno formalmente richiesto la convocazione urgente del tavolo ministeriale per affrontare la situazione e ottenere risposte sul futuro dei siti produttivi e dell’occupazione, Rheinmetall ha deciso ancora una volta di sottrarsi al confronto con le parti sociali e con il Ministero, convocando assemblee plenarie con i lavoratori e le lavoratrici per la prossima settimana, senza alcun preventivo confronto con le organizzazioni sindacali e il Ministero».

Comportamento che le parti sociali stigmatizzano come «inaccettabile» e che confermerebbe «una precisa volontà aziendale di evitare il confronto, svuotare il ruolo delle istituzioni e marginalizzare le rappresentanze dei lavoratori». Da mesi lavoratori, rappresentanti e organizzazioni sindacali chiedono certezze sui livelli occupazionali che la nuova proprietà dovrà garantire ai siti acquisiti, e nonostante Rheinmetall abbia precisato in una nota a commento dell'avvenuta cessione che non saranno ridotti i livelli occupazionali, di fatto non esiste alcuna garanzia in merito, nè accordo siglato al tavolo ministeriale. Il plant di Pierburg di Lanciano occupa attualmente circa 135 dipendenti che lavorano alla realizzazione di componentistica per il settore auotomotive.