Pierburg, preoccupa il futuro Gli operai: «Vogliamo garanzie»

Incontro con la direzione aziendale. Le sigle sindacali lanciano l’allarme: «Non c’è lavoro per tutti» Con la crisi del settore auto mancano le commesse. De Meo (Uilm): «Temiamo un disimpegno»
LANCIANO . C’è apprensione, da parte dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali, per il futuro della Pierburg, fabbrica del tessuto industriale frentano che impiega attualmente circa 120 dipendenti per la realizzazione di ricambi per auto (pompe acqua, pompe olio e collettori). La mancanza di nuove commesse a seguito della crisi del settore auto sta mettendo a dura prova la tenuta dello stabilimento. Nei giorni scorsi la direzione aziendale, nello specifico la divisione Msi (ricambi), rappresentata dal responsabile Tobias Kasperlik, ha incontrato le organizzazioni sindacali Fiom, Fim e Uilm assieme alle rsu aziendali e al management locale dell’azienda.
«Kasperlik», si legge in una nota aziendale, «ci ha spiegato che l’accordo siglato al ministero che prevede il trasferimento automatico di alcune lavorazioni al verificarsi delle condizioni stabilite è valido, e che lo stanno rispettando. Abbiamo sollevato delle eccezioni sul fatto che secondo noi non è così perché non arrivano trasferimenti dagli altri stabilimenti. Rispetto all’impegno sul numero dei lavoratori che prevede una soglia minima di 103 dipendenti per Lanciano, crediamo che si è lontani. Secondo noi nel computo non vanno inseriti i lavoratori di un ramo della Pierburg che è fuori dal perimetro Msi e direttamente collegato alla Pierburg di Livorno: nei fatti quel ramo non ha a che fare con il limite delle 103 persone, anche la ricchezza che producono non ricade sul bilancio di Lanciano».
La direzione ha poi esposto alcune idee per rilanciare lo stabilimento di Lanciano che tuttavia non hanno rincuorato del tutto i sindacati.
«Chiediamo maggiori garanzie», interviene Primiano Biscotti, Fim-Cisl, «perché allo stato attuale non c’è lavoro per tutti i dipendenti. Oltre a nuove commesse ci vuole una presa di posizione forte del gruppo per mantenere l’accordo fatto a Roma per destinare allo stabilimento Pierburg di Lanciano tutta la ricambistica auto».
«Lo stabilimento», considera Felice De Meo, Uilm, «ha una età media molto alta. In questi anni numerose persone sono andate in pensione e non ci sono state nuove assunzioni. Abbiamo perso pezzi di know how importanti, temiamo il disimpegno dell’azienda nei confronti del territorio».
«Ci siamo imbattuti sul web in articoli interessanti su probabili assi fra i gruppi Rheinmetall e Leonardo», spiega Andrea De Lutis, della Fiom, «e comunque su delle interlocuzioni che in prospettiva vedono la nascita di un asse italo-tedesco per una importante commessa per il ministero della Difesa italiano: questo sarebbe un segnale importante se ci fossero ricadute positive per lo stabilimento di Lanciano che in questa fase è alla ricerca di commesse».
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