Pignoramento show Sindaco senza poltrona

Azione esecutiva per recuperare i 90mila euro dovuti dall’ente
CHIETI. Si presentano con l’ufficiale giudiziario al seguito. E se ne vanno via con la poltrona del primo cittadino. Pignorata, insieme a un monitor: circa 100 euro in tutto, a fronte dei 90mila euro di credito che la cooperativa Il Girasole dice di dover avere dal Comune.
Alle 9 e un quarto la responsabile della cooperativa, Mariacarla Di Renzo, l’avvocato Maria Gabriella Di Nardo e l’ufficiale giudiziario salgono le scale di palazzo d’Achille e incontrano il sindaco Umberto Di Primio. Che non la prende affatto bene.
Più che un incontro è stato uno scontro. Rigorosamente a porte chiuse. Finisce con le due donne che aprono le porte dei corridoi del Comune per fare uscire la poltrona del sindaco. In realtà la vera poltrona non è stata toccata. Non poteva esserlo perché si tratta di mobilio della ex Banca d’Italia. Di tutto l’arredo si è potuto pignorare soltanto una sedia di proprietà del sindaco e un monitor.
La cooperativa Il Girasole assiste i minori che vengono assegnati dal tribunale ai servizi sociali. Le tre socie Di Renzo, Alessandra Iodice e Claudia Polidoro gestiscono dal 2013 la Casa di Francesco, una casa famiglia in via Salomone che può ospitare fino a 8 minori. Attualmente dà riparo a tre bambini. Con la sola eccezione dell’Istituto Santa Luisa, la Casa di Francesco è l’unica struttura cittadina che fornisce questo servizio. In genere i bambini che vanno in casa famiglia vi restano per un intero anno. Ma spesso gli anni si allungano a due. I minori arrivano da famiglie fortemente in crisi, sia per motivi economici che per altre ragioni. La cooperativa occupa i locali comunali pagando un affitto di 800 euro al mese. Affitto che non è stato più pagato visto che il Comune ha smesso di erogare il proprio contributo. La cooperativa dà lavoro a 18 persone che ora rischiano di trovarsi sul lastrico. Diversi dipendenti, senza più percepire stipendio, si sono licenziati e hanno avviato vertenze di lavoro, chiedendo il dovuto attraverso il pignoramento presso terzi, in questo caso il Comune.
«Il sindaco non è stato affatto disponibile. Anzi, ci ha trattato malissimo, minacciando di chiudere la casa famiglia», ha detto l’avvocato Di Nardo al termine dell’incontro, mentre trasportava fuori dal Comune la sedia con le rotelle del sindaco (il monitor pignorato è stato messo sotto sequestro, verrà portato via in un secondo momento). «In pratica ci ha dato lo sfratto», ha continuato l’avvocato che di battaglie contro il Comune ne ha fatte tante come legale e che ora annuncia un esposto alla procura regionale della Corte dei conti per danno erariale. La Di Nardo fa sapere anche che ha intenzione di andare anche in altre sedi comunali per procedere al pignoramento.
Il sindaco Di Primio ha replicato bollando il caso come una «sceneggiata napoletana». «Un’azione eclatante e inutile quella del pignoramento della mia sedia di lavoro del valore di poche decine di euro da parte della cooperativa Il Girasole», ha detto, «che oltretutto è debitrice nei confronti del Comune per affitti ed utenze non pagate».
Secondo il sindaco la cifra reale che il Comune deve alla cooperativa è di meno di 13mila euro, «somma per la quale», ha aggiunto, «gli uffici comunali avevano già avviato l’iter per la verifica della congruità delle fatture. A fronte di un credito iniziale di 90mila euro, il Comune ha già pagato 62mila euro a due collaboratori della cooperativa che, non percependo alcun compenso dalla stessa, nei mesi scorsi hanno fatto istanza al Comune per ottenere direttamente la liquidazione dei compensi».
La Di Renzo ribatte che «le utenze sono sempre state pagate, mentre per gli affitti si andava a compensazione. E quindi, non essendo arrivate più le fatture del Comune per la gestione della casa famiglia, non sono stati pagati neanche gli affitti». Alla Di Renzo, infine, non risulta che il Comune abbia sborsato per i dipendenti una cifra pari a 62mila euro.

