Pilastri sconnessi e crepe: il ponte sul Sangro in bilico

Ecco le immagini choc scattate da un nostro lettore: le fratture sono evidenti Appello a Comune e Provincia: bisogna muoversi prima che sia troppo tardi
LANCIANO. «Tra viottoli sterrati, canneti ed una vegetazione incolta che cela qua e là carcasse di elettrodomestici, divani sfondati o imbottiti ormai di insetti,mi sono avvicinato alla base del ponte del fiume Sangro, sotto la strada Lanciano-Atessa e sono rimasto ancor più sconvolto da quanto visto. Un fenomeno di lievitazione strutturale del ponte creatosi con i detriti che la corrente continua a trascinare a valle. E ancora, pilastri sconnessi, crepe vistose, ferri dell’armatura scoperti. Può reggere un ponte attraversato ogni giorno da numerose auto e mezzi pesanti in queste condizioni?». E’ la domanda-denuncia fatta da Alfredo Cinalli, lettore de il Centro, che nei giorni scorsi si è imbattuto percorrendo il greto del fiume Sangro in scene che ha anche immortalato in alcune foto. «Avevo paura di non riuscire a spiegare la situazione,così ho scattato delle foto che parlano da sole» dice Cinalli «tecnici e amministratori devono muoversi prima che sia troppo tardi. Nell’ultimo anno abbiamo subito alluvioni, frane e un ponte in queste condizioni di certo non fa star tranquilli». E le foto sono davvero eloquenti. Alcune mostrano le discariche abusive disseminate lungo il percorso fatto di scarti edili, pneumatici, elettrodomestici, poltrone, materassi. Altre il letto del fiume ostruito da numerosi tronchi e legname. Ancora, foto che mostrano le basi delle colonne che reggono il ponte sollevate dai detriti e con delle crepe. E non sono solo i grossi piloni sconnessi, bucati a far strabuzzar gli occhi, anche se in realtà a non essere in linea sono i manicotti in calcestruzzo costruiti per proteggere i piloni dall’erosione dell’acqua, ma anche le crepe dei piloni portanti. E bisogna considerare che il ponte lungo 467metri, sopporta alti volumi di traffico in transito che non fanno stare tranquilli. Paure infondate per la Provincia che rassicura automobilisti e cittadini sulla sicurezza e la stabilità del viadotto. «Il ponte è costantemente monitorato dall’ufficio tecnico»hanno spiegato dalla Provincia «e sebbene visivamente sembra che sia in gravi condizioni, in realtà non presenta alcun problema strutturale. Certo se ci fossero dei fondi si potrebbero sistemare le opere in cemento armato, i manicotti in calcestruzzo che proteggono i piloni dall’erosione dell’acqua e che con le loro crepe fanno allarmare i cittadini. Interventi, sebbene ripetiamo il ponte sia comunque sicuro e monitorato, servirebbero, ma fondi non ci sono». Quello della sicurezza delle strade e dei ponti provinciali spesso colpiti da frane e è una delle tante priorità che la nuova amministrazione provinciale deve affrontare.
Teresa Di Rocco
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