Pilkington, boccata di ossigeno: la produzione è a pieno ritmo

29 Settembre 2022

Dopo lo stop di due settimane si riaccende il forno dei parabrezza e gli ordinativi tornano a crescere Ma ora il colosso del vetro attende aiuti concreti dal nuovo governo per fronteggiare il caro energia

SAN SALVO. La Pilkington è tornata a lavorare a pieno regime. Da lunedì anche il forno dei parabrezza “Selas 1”, rimasto,ì spento per quindici giorni per ridurre i costi di produzione, è stato finalmente riacceso. Gli ordinativi non mancano e i vertici dell’azienda continuano a stringere i denti in attesa che il nuovo governo riesca a calmierare i prezzi dell'energia. «È necessario per le grandi imprese ma anche per le piccole e medie aziende», ha ribadito il segretario della Filtcem Cgil, Emilio Di Cola, «le multinazionali hanno più possibilità di investire nella produzione di energia ma la situazione è comunque critica. Il nuovo governo deve inserire l'argomento fra le priorità». Il ruolo strategico della Pilkington di San Salvo, per l’Abruzzo e per l’Italia, è un fatto oggettivo. I sindacati ritengono che non possa essere consentito ad un'industria di eccellenza di disperdere il patrimonio professionale e di conoscenze umane e tecnologiche acquisite in oltre mezzo secolo di storia nella lavorazione del vetro. Se Pilkington dovesse spegnere ancora i propri forni, e rallentare la produzione, potrebbero esserci conseguenze serie sul piano dell’occupazione, oltre a essere un problema anche per l'indotto del Vastese. Il Comune di San Salvo è in costante contatto con i vertici aziendali della Pilkington per monitorare la situazione. Il sindaco Emanuela De Nicolis sta cercando di dare una mano all'azienda anche attraverso politiche fiscali di vantaggio per il comparto. Sono state calmierate le tasse comunali per dare allo stabilimento di San Salvo maggiori indici di competitività. Assovetro e la Pilkington sperano che dalle elezioni appena concluse possa venire fuori un nuovo governo in grado di intervenire rapidamente, traghettando le imprese energivore fuori dalla crisi, ad esempio con una garanzia statale sui contratti di fornitura del gas. Ma anche gettando le basi per una nuova politica energetica, fondata sulle rinnovabili e sul nucleare. Marco Ravasi, presidente di Assovetro, l'associazione italiana degli industriali del vetro, lo ha ribadito al tavolo a cui ha partecipato il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. L'industria vetraria di San Salvo, che prima spendeva per l'energia 200mila euro al giorno, è arrivata a spenderne quasi 900mila. I lavoratori non nascondono di essere molto preoccupati e i sindacati sono in attesa di essere convocati. Probabilmente nei prossimi giorni ci sarà un altro vertice. Intanto, come detto, il forno è ripartito e la produzione riprende un ritmo più accelerato. Cosa accadrà dopo, in azienda, dipende anche dalle notizie che arriveranno da Roma.
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