Pilkington, congelati i 120 licenziamenti

8 Agosto 2018

San Salvo. Dal governo 100 milioni di euro: concessa per un anno la cassa integrazione in deroga

SAN SALVO. Manca ormai solo un ultimo tassello. Settembre potrebbe spazzare via lo spauracchio degli esuberi alla Pilkington. Centoventi lettere di licenziamento sono state congelate e così pure 600 esuberi da smaltire entro il 2021. Il clima in fabbrica è decisamente migliore di qualche mese fa. Soddisfatto il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, che ha lavorato sodo per un anno con i sindacati per raggiungere questo traguardo. «Il tavolo tecnico», confermano il deputato Carmela Grippa, il senatore Gianluca Castaldi e il consigliere regionale Pietro Smargiassi, tutti del M5S, «aperto da mesi al ministero del Lavoro per scongiurare gli esuberi dei lavoratori della Pilkington, a San Salvo in Abruzzo e a Settimo Torinese in Piemonte, ha portato a un primo accordo tra le parti che permetterà l’attuazione della cassa integrazione straordinaria in deroga per un anno grazie allo stanziamento di 100 milioni di euro da parte del governo».
Grande la soddisfazione dei parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle e del vicecapo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial, che dopo mesi di lavoro vedono lo spettro degli esuberi allontanarsi. Venerdì il piano aveva ricevuto anche l’approvazione delle Regioni Abruzzo e Piemonte. A settembre il piano industriale della Pilkington Italia e i 30 milioni di investimenti passeranno ancora al vaglio del ministero del Lavoro che ne dovrà approvare le procedure di esecuzione. «Con questo provvedimento», riprendono Grippa e Castaldi, «i circa 2mila lavoratori dell’azienda abruzzese potranno, grazie a una gestione dei turni di lavoro per le medesime mansioni, continuare a produrre la vasta gamma di prodotti per il mercato europeo dell’auto, dai parabrezza ai lunotti posteriori che contano cifre dell’ordine di milioni. Siamo contenti perché il governo del premier Giuseppe Conte ha deciso di seguire con attenzione il futuro dei lavoratori e delle attività produttive in Italia. Questo accordo siglato tra l’azienda, le parti sindacali e il ministero», hanno concluso i parlamentari del M5S, «è una condizione importante per garantire il futuro dello stabilimento di San Salvo, frutto di una costante crescita prima della crisi globale. L’azienda di Piana Sant’Angelo resta un importante indotto industriale strategico per lo sviluppo economico e occupazionale dell’Abruzzo». (p.c.)
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