Pilkington e Denso, il giorno della verità

28 Maggio 2020

Oggi a San Salvo il summit dei dirigenti delle due multinazionali della componentistica auto con i sindacati e le rsu

SAN SALVO. Dalle case automobilistiche arrivano segnali inquietanti. Il crollo delle vendite fa triplicare gli esuberi. Migliaia di famiglie sono in ansia. Il 90% dei dipendenti della Denso fa cassa integrazione a rotazione. Non sta meglio la Pilingkton. Questa mattina a San Salvo, nello stabilimento del colosso vetrario, è in programma un incontro con rappresentanti delle organizzazioni sindacali, rsu di Pilkington, Primo e Bravo e i dirigenti delle multinazionali.
Oggi per i lavoratori della Pilkington è il giorno della verità. Amare le considerazioni di Carmine Torricella, responsabile della Cgil di Vasto. «La Cgil», dice, «già due anni fa esaminando le realtà produttive e le difficoltà, seppur diverse, che avevano investito sia Pilkington e sia Denso aveva rimarcato che, ad aggravare la situazione, erano i ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali che, pur condivise, programmate e in alcuni casi, con strumenti diversi anche finanziati, non erano arrivate aggravando ulteriormente le difficoltà di competitività e ulteriore sviluppo del territorio stesso. È triste dire, che il Covid-19 ha provocato ciò che la Cgil aveva previsto».
Denso e Pilkington, rappresentano il motore dello sviluppo del territorio. L’economia viene alimentata in maniera significativa dalla ricchezza prodotta da queste realtà. Le due multinazionali, entrambe giapponesi, hanno messo in atto strumenti diversi per affrontare la situazione di difficoltà. Una facendo ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, l’altra godendo dei frutti prodotti da una profonda ristrutturazione. «Il contributo che i lavoratori hanno pagato», dice la Cgil, «è stato determinante. Logistica, viabilità ed energia non possono più rimanere pura enunciazione ma bisogna individuare un percorso certo realizzativo. Digitalizzazione, portualità, ferrovia (ultimo miglio), autoporto, produzione e costi energetici, riciclo degli scarti prodotti, sono tutte tematiche da affrontare e risolvere», ripete Torricella. «Avevamo lanciato l’Sos esattamente due anni fa su un tema che in queste settimane è tornato al centro dell’agenda economica e politica in seguito alla crisi legata all’epidemia da Covid 19. Crediamo che quello che denunciammo due anni fa sia più attuale che mai e debba interpellare le coscienze di chi, in questi anni, ha guardato il dito e non la luna e solo ora (speriamo non fuori tempo massimo) si accorge che è difficile far rientrare i buoi nella stalla una volta scappati. Crediamo che sia strategico tentare di governare e anticipare i processi piuttosto che subirli, anche per non dare la sgradevole impressione di suonare uno spartito di altri», conclude Carmine Torricella.
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