Pilkington e Denso riflettono sullo stop

Riuniti i vertici delle due multinazionali. La Rana (AssoVasto): momento difficile. Biscotti (Cisl): pensiamo alla ripartenza
VASTO. Il coronavirus ha messo letteralmente in ginocchio anche l’economia del Vastese. Tante le piccole aziende che non sanno se e come ripartiranno. Periodo buio anche per i colossi. Ieri le rsu di Pilkington e oggi quelle della Denso hanno incontrato i dirigenti delle rispettive multinazionali per fare il punto della situazione. La cassa integrazione dei dipendenti Pilkington è stata prolungata al 26 aprile. Così pure per gli stabilimenti satelliti Primo e probabilmente anche per Bravo. L’azienda ha a disposizione un totale di 9 settimane di cassa integrazione fino ad agosto. I sindacati, tuttavia, sono preoccupati per il futuro. «In questi anni», hanno scritto, Cgil, Cisl, Uil, Filtecem, Femca, Uiltec e le Rsu, «il gruppo Pilkington-Nsg ha dato vita a un percorso di vera e propria resistenza alla crisi, reso possibile grazie al protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. Ora quel cammino, approdato in un rilevante piano di investimenti, rischia di essere compromesso». La paura è che il forno float di San Salvo possa essere spento. Non a caso nei giorni scorsi anche i sindaci del Molise sono intervenuti per evitare questa iattura che provocherebbe la morte di centinaia di piccole e medie realtà.
ASSOVASTO. «È un momento di grande difficoltà», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «più grave degli ultimi decenni che le aziende stanno vivendo. Ciò che più destabilizza è l’incertezza degli step/modalità di riapertura e la possibile epidemia di ritorno. Confidiamo nella capacità di risposta che il governo regionale e nazionale potranno darci. Nonostante il triste momento, le nostre imprese non hanno comunque fatto mancare iniziative di solidarietà a sostegno della comunità locale. Pianifichiamo nel frattempo la seconda fase con nuove consapevolezze e con la determinazione di raggiungere obiettivi che mettano al sicuro la sopravvivenza e la successiva ripresa economica del Vastese».
DENSO. Non sta meglio la Denso. «Tutto il settore dell’automotive sta vivendo un momento drammatico», dice Primiano Biscotti della Cisl. «Rispetto ad un anno fa abbiamo registrato l’82% in meno di vendite auto. E quando finirà questa iattura le condizioni economiche delle famiglie permetteranno loro di acquistare un’auto? Denso ha tanti clienti stranieri ma la pandemia è mondiale. Il futuro è un tunnel buio. Nel frattempo, programmiamo la fase del rientro, prevista per il maggio, in sicurezza. La distanza fra i lavoratori nelle fabbriche sarà maggiore. Agli ingressi verrà misurata la temperatura corporea, ci saranno variazioni nei turni e saranno scaglionate le pause per la mensa».
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