Pilkington, il momento rimane difficile

Vertice azienda-sindacati sulla ristrutturazione del gruppo. Oggi il comunicato delle parti sociali
SAN SALVO. La crisi del mercato dell’auto dovuta alla pandemia da Covid-19 continua a creare problemi nel gruppo del vetro Pilkington. Ieri pomeriggio, nel corso di una lunga riunione fra dirigenti e rappresentanti sindacali, l’azienda ha confermato il momento estremamente delicato. La crisi riguarda l’intero gruppo Pilkington: 27mila lavoratori di 30 Paesi. Già la scorsa primavera sono stati spenti alcuni forni. A San Salvo uno dei forni è stato messo in veglia. Da diversi mesi si parla di ristrutturazione del gruppo e di riduzione di personale. Per l'esercizio finanziario in corso, si stimano riduzioni di richieste di circa il 40%.
I rappresentanti sindacali abruzzesi ieri hanno cercato di ribadire l’importanza del sito produttivo di San Salvo che raggruppa tre stabilimenti: Pilkington , Primo e Bravo. A San Salvo fino a pochi mesi fa, gli esuberi erano una cinquantina. La cifra potrebbe variare.
La situazione è stata raccontata ai sindacati nel corso di un incontro in remoto. I rappresentanti provinciale di Cgil, Cisl, Uil e Cobas hanno annunciato una nota congiunta per oggi. Stando a indiscrezioni le dichiarazioni aziendali non lasciano affatto tranquilli. Ci sono gli ammortizzatori sociali, ma pare che non bastino. Un anno fa, prima dell’arrivo del Covid-19 con il nuovo wiring (cablaggio) e il programma di insourcing, letteralmente “reinserimento”, che ha riportato in azienda il lavoro trasferito all’esterno, gli esuberi erano già stati ridotti.
Il 2020 è stato un anno duro in casa Pilkington. La multinazionale ha compiuto 60 anni ma ha festeggiato anche i 101 anni della Nsg, Nippon Sheet Glass, il colosso internazionale di cui fa parte. La cassa integrazione straordinaria e il nuovo piano industriale hanno permesso all’azienda internazionale di andare avanti. Ma la pandemia e, a cascata, la crisi dell’auto, che a maggio sembrava essere superata, rischiano di diventare una zavorra. Di sicuro non aiutano. A ottobre il mercato dell’auto ha segnato un -70%. A questo si aggiunge che i competitor della Pilkington sono tanti. Aziende cinesi ma anche consorelle che producono in altri Paesi europei. Avere conquistato clienti come Ferrari e Porche non basta. Il presidente dell’azienda, Graziano Marcovecchio, negli ultimi anni ha fatto molto per dare ossigeno a San Salvo. Due anni fa, oltre all’investimento di 30 milioni di euro, i dirigenti del colosso vetrario hanno trasferito a San Salvo le lavorazioni dei vetri “laterali-accoppiati” dalla fabbrica polacca di Chielow. La linea produce 250mila pezzi l’anno. Le linee Accoppiato hanno risposto in modo eccellente. Il futuro però è davvero poco sereno. Il coronavirus non da tregua e all’orizzonte c'è solo incertezza. (p.c.)
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