Pilkington, niente ciclo continuo «Necessario tagliare tutti i costi»

La multinazionale del vetro per le auto prepara il budget 2021-2022 e ridisegna i piani aziendali I sindacati: strutture da ridimensionare alle attuali esigenze e non come se si lavorasse 7 giorni su 7
SAN SALVO. La crisi internazionale non risparmia la Pilkington di Piana Sant'Angelo. Il gruppo Nsg sta attraversando una crisi profonda e le strutture aziendali dovranno essere ridimensionate alle attuali esigenze. Il comunicato diffuso dalle sigle sindacali ieri non fa riferimento nello specifico allo spegnimento del forno float ma parla di riorganizzazione. Franco Zerra ( Cisl), Emilio Di Cola (Cgil), Arnaldo Schioppa (Uil) e Maria Luisa Di Guilmi (Ugl) hanno illustrato ieri alle rsu di Pilkington, Primo e Bravo, la situazione prospettata dall'azienda. Il quadro è tutt'altro che roseo. Il presidente Graziano Marcovecchio ha evidenziato che la crisi che investe il settore auto in Europa è sempre più profonda. Numerose case automobilistiche hanno annunciato migliaia di esuberi e si stanno riorganizzando, riducendo le attività produttive e cambiando le strategie di business attraverso il ritardo o la cancellazione di progetti già in fase di sviluppo.
«Il gruppo Nsg», annotano i sindacati, «sta attraversando una crisi profonda. La preparazione del nuovo budget (anno finanziario 2021-22) sta per concludersi. C’è la necessità di ristrutturare costi e competitività per azzerare le gravi perdite che il business auto ha in Europa, poiché un sistema produttivo non può più permettersi perdite sul conto economico. I ricavi devono essere superiori ai costi». L'azienda ha rimarcato che queste saranno le regole base dell’economia aziendale. «La priorità per il prossimo anno», proseguono i sindacati, «è la riduzione dei costi fissi e l’incremento della competitività con un miglioramento dell’automazione degli impianti. Aspetto quest’ultimo necessario per prendere nuove commesse e garantire la continuità lavorativa della fabbrica. Le strutture aziendali dovranno essere ridimensionate alle attuali esigenze, non come per uno stabilimento che lavora a ciclo continuo. Se non saranno realizzate azioni di riduzione drastica dei costi e di miglioramento della produttività, i rischi coinvolgeranno tutti».
I dirigenti Pilkington hanno annunciato diversi progetti che saranno analizzati nei prossimi incontri. «Noi», dicono i sindacati, «comprendiamo la necessità di migliorare la competitività della fabbrica e abbiamo chiesto all’azienda di mettere in campo iniziative volte a contenere i costi fissi, semifissi e variabili in tutti i settori per tutelare il lavoro a San Salvo. I lavoratori hanno già condiviso con l’azienda la realizzazione di un piano industriale per l’introduzione di nuovi impianti tecnologici, condizione necessaria per affrontare le sfide del mercato. Gli stessi lavoratori sono disponibili ad affrontare questo momento critico a causa della contrazione della domanda per aumentare la competitività del sito. Tutti dobbiamo lavorare per trovare gli strumenti interni ed esterni necessari a dare quella continuità aziendale che è il presupposto per l’occupazione». (p.c.)

