Pilkington, prosegue il piano anti esuberi

San Salvo. A dieci operai il lavoro prima svolto da terzi, in 15 trasferiti negli stabilimenti-satellite. E poi ci sono i prepensionamenti
SAN SALVO. Il 14 settembre 2018 i 2000 dipendenti della Nsg Pilkington, il colosso vetrario di Piana Sant'Angelo, resteranno senza lo scudo protettivo degli ammortizzatori sociali. Prima di quella data è necessario trovare una soluzione per i 190 esuberi (150 operai e 40 impiegati e quadri), ossia il 10% dei dipendenti. In realtà l’impegno della Pilkington a gestire in modo indolore la questione si sta traducendo in fatti. Il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, invogliato anche dagli ottimi risultati ottenuti nel secondo semestre 2017 e dal budget raggiunto, insieme alle Rsu, sta cercando soluzioni alternative.
Come già anticipato il programma di salvezza del lavoro è diviso in 3 punti: ritorno in fabbrica del lavoro dato all’esterno, spostamento di alcuni lavoratori nelle fabbriche satellite e pensionamenti. Il programma di insourcing (approvvigionamento della forza lavoro all'interno) è già stato avviato. Una decina di lavoratori sono stati sottoposti a test e hanno tenuto colloqui e visite mediche, al termine delle quali hanno già comunicato la disponibilità a farsi carico del lavoro che prima veniva affidato a terzi. Altri 15 dipendenti saranno spostati negli stabilimenti satellite Primo e Bravo o verranno occupati nei servizi. Poi ci saranno i pensionamenti.
«Purtroppo il lavoro in Pilkington non è stato ritenuto usurante e quindi la pensione non arriva con 41 anni di contributi, ma è stato definito comunque “lavoro gravoso” e quindi non sarà adeguato alle aspettative di vita. È già un passo avanti per non procrastinare all’infinito l’età pensionabile», dice Emilio Di Cola, segretario provinciale Cgil.
Il territorio, tuttavia, spera in un futuro migliore per la multinazionale grazie al finanziamento di 30 milioni per i progetti di sviluppo. La Regione ha confermato anche la delibera che prevede 300mila euro per l’industria. Nel frattempo prosegue la fase della innovazione. I sindacati hanno ribadito alla società la richiesta di progetti di miglioramento tecnologico e prodotti che riescano a vincere la competitività del mercato. La concorrenza delle fabbriche dell’Est è forte. Occorrono nuovi prodotti di qualità. Ottimizzare le lavorazioni e incrementare le produzioni.
A San Salvo vanno sviluppati prodotti nuovi dal punto di vista tecnologico. Il 10% di esuberi pare comunque possa essere gestito e le Rsu sono impegnate costantemente a raggiungere il traguardo. A primavera la dirigenza di Pilkington Italia incontrerà ancora le organizzazioni sindacali e le Rsu anche degli stabilimenti di Settimo Torinese e Porto Marghera per avviare, prima delle ferie, programmi in grado di mantenere inalterati i livelli occupazionali. Marcovecchio ha ripetuto più volte che sarà cercata ogni strada. (p.c.)
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