Pilkington verso le ferie: a Natale stop di 10 giorni

La crisi dell’automotive costringe l’azienda di San Salvo al riposo prolungato E alcuni dipendenti di Piana Sant’Angelo rientreranno al lavoro dopo l’Epifania
SAN SALVO. In arrivo un lungo stop di fine anno alla Pilkington di Piana Sant’Angelo e anche negli stabilimenti satellite Primo e Bravo. Quest’anno, come accaduto anche nel 2021, le ferie per migliaia di lavoratori del sito produttivo abruzzese dureranno dal 23 dicembre al 2 gennaio, fatta eccezione per i lavoratori dei forni float che lavoreranno anche durante le feste. E alcuni settori potrebbero rientrare in azienda anche dopo l’Epifania. In Primo e Bravo, invece, si lavora sia il 23 dicembre che il 2 gennaio. La crisi del settore automotive sta continuando a imporre lunghe soste ai colossi dell’industria abruzzese.
A gennaio si spera che la ripresa delle immatricolazioni delle auto possa far aumentare nuovamente gli ordinativi, ma la ripresa del settore si prevede comunque lenta a causa del perdurare della crisi energetica. Alla Pilkington il presidente Graziano Marcovecchio ha più volte ribadito che il periodo è delicato e gli ammortizzatori sociali sono la formula migliore per mantenere inalterati i livelli occupazionali. Gli esperti parlano di un fenomeno fisiologico, che però spingera la stragrande maggioranza degli impianti a restare spenta per quasi due settimane. La fermata collettiva riguarderà i 1.800 dipendenti della multinazionale giapponese. Dagli stabilimenti esteri del gruppo Pilkington-Nippon Sheet Glass nel 2018 sono state spostate a San Salvo nuove produzioni e questo ha portato benefici in alcuni reparti. Nel 2021 nella fabbrica di Piana Sant'Angelo sono stati trasferiti anche i vetri per l’edilizia. Una decisione che ha riscosso l'approvazione dei sindacati. La crisi generata dalla pandemia e la conseguente riduzione delle immatricolazioni di auto in Europa, la guerra in Ucraina e il lievitare dei costi energetici hanno imposto al gruppo un programma di trasformazione con la riduzione di costi fissi e un’accelerazione all’automazione, al fine di recuperare competitività, efficienza e quindi liquidità. I volumi produttivi del 2022 sono stati purtroppo influenzati negativamente sia dalla riduzione delle vendite di auto sia dalla grossa difficoltà dei costruttori di approvvigionare la componentistica non disponibile (semiconduttori e plastica). Questo ha determinato forti perdite economiche per l’azienda e lunghe fermate con ricorso agli ammortizzatori sociali. Pilkington fino ad oggi ha resistito nonostante la crisi, la recessione e la concorrenza della Polonia (dove la manodopera costa meno) . La dirigenza del colosso vetrario ha serrato le fila e deciso di continuare a scommettere su San Salvo. La Nsg Pinkington conta 29 stabilimenti nel mondo ed esporta la produzione in 130 località spalmate in 16 Stati. Su 29mila addetti, 3mila circa lavorano in Italia (l'80% a San Salvo. Lo stabilimento vetrario insieme alla Denso Manufactuting fa da traino all'economia dell'intero territorio. La speranzadei lavoratori è che il 2023 possa essere più luminoso. (p.c.)

