Piscina comunale «Il gestore non paga i canoni annuali»
VASTO. Il gestore della piscina comunale non paga il canone annuale di concessione che ammonta a 37.335 euro, non si sa se versa puntualmente la tassa sullo smaltimento dei rifiuti (sono in corso...
VASTO. Il gestore della piscina comunale non paga il canone annuale di concessione che ammonta a 37.335 euro, non si sa se versa puntualmente la tassa sullo smaltimento dei rifiuti (sono in corso accertamenti nell’ambito del contrasto alla elusione e alla evasione fiscale) e per sapere se è in regola con il versamento dell’imposta comunale di pubblicità commerciale bisogna rivolgersi all’Aipa, società delegata alla riscossione. Sono alcune risposte date dal Comune a un’interrogazione presentata lo scorso mese di ottobre dal gruppo consiliare di Progetto per Vasto. Risposte che Massimo Desiati e Andrea Bischia non esitano a definire «fuorvianti ed insoddisfacenti».
Diversi i quesiti posti dai due consiglieri di minoranza, uno dei quali è relativo proprio al versamento del canone annuale di concessione che la società di gestione deve, per contratto, versare al Comune. «L’amministrazione ha ammesso che non riscuote i canoni e solo dopo la nostra interrogazione valuta l’ipotesi di scomputare le somme non pagate per le opere migliorative straordinarie realizzate nel frattempo dalla società di gestione», commentano Desiati e Bischia, «per quanto riguarda invece l’uso degli impianti da parte dei disabili ci è stato assicurato che per costoro l’assistenza e la sorveglianza sono svolte da personale qualificato, ma si sorvola sul numero degli addetti. Circa l’obbligo del gestore di ottemperare ai doveri in materia di prevenzione, sicurezza e antinfortunistica, relativi agli utenti disabili, si riconosce che manca il sollevatore di vasca, come se ciò fosse un dettaglio», chiosano i due consiglieri comunali, «nella risposta si ammette poi, relativamente alla legge quadro 104/92 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, che le tariffe particolari riguardano solo l’attività di scuola nuoto. Ed infine, alla domanda sulla conformità dell’accesso alle vasche alle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’agevole fruizione di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia, non viene neanche fornita risposta. Insomma, un altro esempio di pressapochismo, superficialità e menefreghismo amministrativo della giunta», concludono Desiati e Bischia. (a.b.)
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