«Piscina, debiti per oltre 600 mila euro»

4 Agosto 2015

Esposto del Pd alla Corte dei conti per verificare l’entità del presunto danno erariale nei confronti del Comune

CHIETI. Un esposto alla Corte dei conti per verificare se, come sembra, si stia verificando un danno erariale per l’ente che vanta un credito complessivo di oltre 600 mila euro, e due interrogazioni pronte ad essere protocollate alla segreteria generale del Comune per far luce sul “caso piscina”. Il Partito democratico lancia l’operazione trasparenza sulla gestione della piscina comunale, chiede la risoluzione del contratto, di durata ventennale e stipulato appena tre anni fa con la società Teate Splashing, e suggerisce che la gestione dello stadio del nuoto finisca temporaneamente nelle mani della Teate servizi fino a nuovo appalto. «Sia ben chiaro, non abbiamo nulla contro questa società, ma nei riguardi dell’amministrazione comunale che non sta vigilando come dovrebbe- afferma Alessandro Marzoli, consigliere comunale del Pd- sul rispetto del capitolato d’appalto, puntualmente ignorato. Per questo bisogna revocare il contratto in virtù di quanto dice l’articolo 30 del capitolato».

I CANONI NON CORRISPOSTI. La Teate Splashing, ad oggi, deve al Comune oltre 260 mila euro per canoni non corrisposti che ammontano, iva compresa, a circa 35 mila euro a semestre secondo il capitolato ad evidenza europea bandito dall’ente nel 2012. Quando la Teate Splashing ha strappato una nuova gestione ventennale dello stadio del nuoto teatino, già gestito negli anni precedenti. Ma finora ha versato nelle casse di palazzo d’Achille appena 2 mila euro. Di conseguenza il dirigente Giuseppe La Rovere, con una missiva datata 4 giugno scorso, ha provveduto a diffidare la società sportiva presieduta da Gianfranco Puddu invitando la Teate servizi, la società a totale capitale pubblico che cura per conto del Comune, tra le altre cose, la riscossione dei tributi, a provvedere “all’iscrizione a ruolo coattivo delle somme per canoni dovuti e non versati.” Nel dettaglio la Teate Splashing deve all’ente, dal 2012, oltre 225 mila euro di canoni a cui si aggiunge la rata da 32 mila e 500 euro, iva esclusa, del primo semestre 2015 scaduta il 30 giugno. «Il problema della gestione della piscina comunale- ricorda Marzoli- è stato sollevato da me in consiglio nel 2012 quando avevo chiesto e ottenuto l’indizione di una gara d’appalto europea mentre nel 2013, con un’interrogazione, avevo richiesto delucidazioni sul mancato pagamento dei canoni di gestione e sugli stipendi dei lavoratori della piscina». Nel 2014 Marzoli ripete l’interrogazione senza risposte concrete con la diffida dell’ente firmata soltanto il mese scorso.

I CANONI IDRICI. «La Teate Splashing deve versare nelle casse comunali anche 400 mila euro di acqua non pagata negli ultimi quattro anni» sostiene Luigi Febo di Chieti per Chieti. Il quale, poi, aggiunge: «Vorrei sapere se il Comune ha incassato qualcosa dopo la lettera del dirigente La Rovere o, almeno, la fideiussione da 130 mila euro».

L’ESPOSTO. Verrà indirizzato alla Corte dei conti. «Per capire- riprende Marzoli- se si è materializzato, come pensiamo, un danno erariale nei confronti del Comune».”Il Pd ha pronta anche la soluzione per risanare la gestione della piscina. «Serve subito la risoluzione del contratto- ribadisce Marzoli- e l’affidamento in house alla Teate servizi per garantire la continuità del servizio».