Piscina, Splashing perde il ricorso

Il Tar non accoglie l’istanza dell’ex gestore Puddu, l’impianto resta affidato alla Teate servizi
CHIETI. Il Tar non accoglie il ricorso dell’ex gestore della piscina comunale, la Teate Splashing di Gianfranco Puddu.
Il ricorso, presentato l’ultimo giorno prima dello scadere del termine legale, non ha trovato accoglimento da parte dei giudici del tribunale amministrativo di Pescara che depositeranno a breve le motivazioni. L’azione giudiziaria era stata promossa contro l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Umberto Di Primio che aveva deciso la risoluzione del contratto con la Teate Splashing a dicembre scorso affidandola alla propria società comunale, la Teateservizi amministrata da Valerio Visini. La società sportiva del presidente Puddu attraverso il ricorso aveva dapprima chiesto la sospensiva della risoluzione contrattuale, ma poi aveva rinunciato alla sospensiva attendendo il giudizio arrivato di luglio.
La rinuncia alla sospensiva aveva di fatto lasciato campo libero alla Teateservizi che, sebbene con pochissimo tempo a disposizione, pare abbia lavorato bene, tanto è vero che domenica scorsa, con 1.020 biglietti staccati, ha fatto segnare il record di presenze nell’impianto sportivo. Le motivazioni legate alla decisione dell’Amministrazione comunale di chiudere le porte dello Stadio del nuoto allo storico gestore a dicembre scorso, sono legate al lungo contenzioso che era in corso tra Comune e Teate Splashing.
Alla fine l’Amministrazione comunale, parlando di gravi inadempienze contrattuali, ha deciso di mettere una pietra sopra al tira e molla con l’ex gestore. Il contenzioso si è poi riproposto davanti al Tar. Da una parte il Comune accusava la società sportiva di non aver rispettato i patti. Tra utenze e canoni di gestione non pagati, l’Ente ha sostenuto che l’ex gestore avrebbe accumulato nell’arco di tre anni un debito di circa 500 mila euro.
Dall’altra la Teate Splashing che sosteneva di aver fatto una serie di lavori e migliorie. Opere che, però, ribatteva l’Amministrazione, la società sportiva avrebbe dovuto fare da contratto.
Una materia ingarbugliata, sulla quale i giudici del Tar di Pescara hanno ora detto la loro. Si vedrà adesso se la battaglia legale proseguirà seguendo l’iter previsto dalla giustizia amministrativa. (a.i.)

