«Piscina, stangata ingiustificata»

Zulli contro gli aumenti: l’abbonamento stagionale per anziani da 250 a 400 euro
CHIETI. È polemica sugli aumenti alla piscina comunale: a parlare di «ingiustificata stangata che penalizza le fasce più deboli della popolazione» è Giustino Zulli, esponente di Art.1 Mdp e iscritto allo Stadio del nuoto. La piscina dovrebbe riaprire il prossimo 17 settembre con nuove tariffe ritoccate al rialzo: secondo la Teateservizi, che gestirà l’impianto fino al prossimo 30 giugno, si tratta di aumenti «contenuti e necessari».
«Quest’anno», dice Zulli, «le novità in negativo sono rappresentate dall’aumento del 33% della sola quota di iscrizione, passata da 20 a 30 euro e da altri aumenti che, sia pure di minore importo, sono stratosfericamente al di sopra del tasso di inflazione». Sulle 35 voci approvate dalla giunta Di Primio, una sola risulta meno costosa rispetto agli anni scorsi: è quella riservata alle gestanti che pagano 10 lezioni 70 euro, anziché 80 (il costo dell’ingresso singolo e delle 5 lezioni resta uguale: 10 euro per il primo e 40 per le altre). Salgono, invece, gli abbonamenti trimestrali e stagionali della scuola nuoto: il trimestrale da 144 euro dell’anno scorso sale a 156; lo stagionale da 350 euro sale a 370. Lo stagionale bisettimanale da 180 euro a 185. Le lezioni individuali, invece, conservano lo stesso ticket. Stessa cosa per i corsi di acquagym e hidrobike. L’ingresso singolo per il nuoto libero aumenta invece di un euro, da 7 a 8 euro. Restano invece uguali il prezzo dell’ingresso “ultima ora” (4 euro), l’abbonamento 10 ingressi (60 euro) e quello 20 ingressi (110 euro). «Pur iniziando le attività con una settimana di ritardo e concludendosi ben due mesi prima», dice Zulli, «non si fa alcun cenno al fatto che l’abbonamento stagionale per gli ultrasettantenni (primi di settembre-fine agosto dell’anno successivo) è stato portato da 250 a 400 euro, con un aumento di oltre il 60%. Questa ingiustificata stangata», dice Zulli, «penalizza le fasce più deboli della popolazione che, per vari motivi, non riuscendo a frequentare la piscina con regolarità, pagheranno molto di più degli aumenti decisi per le altre tipologie di ingresso». Secondo Zulli, sarebbe necessaria una politica diversa: «Frequento la piscina comunale da quando è stata aperta al pubblico e, andando a rinnovare la mia iscrizione per la stagione 2018/’19, ho notato che ancora una volta vengono scaricate sugli utenti, con gli ingiustificati aumenti dei costi, le incapacità di una sana gestione di una struttura che, con una accorta politica di apertura verso le organizzazioni di rappresentanza con migliaia di iscritti che sarebbero ben felici di utilizzare la struttura pubblica a prezzi contenuti, potrebbe avere molti più iscritti e attivi di bilancio».

