Piscina verso il fallimento rischio chiusura a oltranza

14 Agosto 2019

Pupillo chiede un incontro a Serpellini dopo il passo indietro per i troppi debiti Bloccato il progetto di rilancio dell’impianto: niente più riapertura a settembre

LANCIANO . Si tinge di fosco il futuro delle piscine Le Gemelle, struttura di prestigio della città con due piscine semi-olimpioniche, una palestra, una sala attrezzi, un bar e un campo da calcetto nel popoloso rione Santa Rita. Il titolare della Esa Sales Network che ha rilevato le quote della società Wellness, Walter Serpellini, si è tirato indietro dal progetto di riqualificazione e di ampliamento della struttura, ma anche dalla semplice riapertura dell’impianto e riavvio dei corsi di nuoto, ginnastica acquatica e fitness. Di qui la richiesta di un incontro ufficiale da parte del sindaco Mario Pupillo per capire l’evolvere della situazione. «Abbiamo appreso dalle pagine del Centro dei giorni scorsi della volontà di Serpellini di tirarsi fuori dalla Wellness e dal progetto di ampliamento presentatoci», spiega Pupillo, «dal momento che a noi non è stato ancora comunicato nulla ufficialmente e nemmeno informalmente lo abbiamo convocato per un incontro. Vogliamo verificare la veridicità delle sue affermazioni e capire cosa intende fare della struttura». Le ipotesi possono essere diverse. Restituire le chiavi del centro sportivo al Comune, chiedere istanza di fallimento (come annunciato sul Centro dallo stesso Serpellini) o subire la revoca della concessione da parte del Comune a causa della prolungata inattività della struttura che ha determinato un danno a tutti i suoi fruitori e iscritti. Da indiscrezioni tuttavia emerge che ci sarebbe già stata una richiesta formale di fallimento della società, tanto che, al tribunale fallimentare di Pescara, sarebbe già prevista una udienza per il mese di settembre. Una procedura di fallimento sarebbe la mannaia temporale delle Gemelle. Invece che riaprire a settembre, come lo stesso Serpellini aveva annunciato quando rilevò le quote del precedente gestore, la struttura potrebbe rimanere chiusa per anni.
Intanto alcuni privati interessati alla gestione dell’impianto e a salvare i 40 dipendenti dalla disoccupazione, avevano avviato nei giorni scorsi dei lavori di manutenzione, a partire dalla pulizia e igienizzazione dei locali e delle vasche (particolarmente sporche dato il lungo periodo di inutilizzo) e dal controllo delle utenze e dei sofisticati macchinari necessari al funzionamento dell’impianto. Cosa ne sarà ora del centro? E chi potrà garantirne il funzionamento? Che fine fanno i privati che si erano affacciati ad una eventuale gestione delle Gemelle? Gli stessi privati avevano presentato a Palazzo di città un piano di rilancio che prevedeva di coprire l’enorme buco finanziario (2.600.000 euro) trasformando il centro in una cittadella dello sport, ampliandone l’offerta sportiva. Il Comune aveva accolto la programmazione approvandola tuttavia solo a livello urbanistico. Un eventuale mutuo per effettuare i lavori sarebbe stato però a carico dei soli privati.
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