Pista chiusa per la frana «Opera rischiosa e inutile»

Ortona, ciclopedonale inaccessibile dopo i controlli effettuati dalla Forestale Critiche dal consigliere Polidori: «Zona pericolosa, solo spreco di soldi»
ORTONA. «Sollecitato anche da alcuni cittadini, da oltre un anno ho chiesto di capire cosa accade al nostro fragilissimo territorio costiero». Lo ricorda il consigliere comunale di minoranza, Peppino Polidori, dopo la chiusura di un tratto della pista ciclopedonale che da via del Porto si spinge fin verso i Ripari di Giobbe. Polidori è polemico con l’amministrazione e il sindaco Leo Castiglione per non aver risposto alle sue istanze di controllo e verifiche: «Appelli e osservazioni sono caduti nel vuoto», dichiara, «ora la situazione appare delicata». Il consigliere evidenzia la gravità del problema e del pericolo che la frana rappresenta «in un’area sovrastante densamente edificata».
Ad essere stata chiusa è la parte che dalla galleria ferroviaria sotto il Castello Aragonese conduce verso i Ripari di Giobbe. Si tratta di circa 120 metri compresi tra i due estremi della galleria ferroviaria “cimitero”. Il movimento franoso ha interessato l’area al di sopra della galleria ferroviaria all’interno del cantiere del raddoppio della linea Pescara-Bari, e ha reso potenzialmente pericoloso il transito sul sottostante tracciato ciclopedonale.
La chiusura del tratto interessato è conseguenza della segnalazione giunta da parte della stazione di Ortona dei carabinieri forestali, ai quali Polidori rende merito per aver svolto il monitoraggio. Al contrario «il sindaco nemmeno si è degnato di rispondere alle mie osservazioni, non illustrando né a me, né alla città una sua valutazione», commenta l’esponente del centrodestra. «Solo dopo l’allarme dei carabinieri forestali si è fatto vivo e ha raccontato come stia vigilando “con la massima attenzione”» prosegue riprendendo le dichiarazioni di Castiglione rilasciate a seguito del provvedimento.
«Doveva essere abbastanza chiaro a lui, ma anche ai sindaci e amministratori passati, che fare una ciclopedonale in quelle aree era, non solo pericoloso, ma anche una spesa a rischio», è la sua riflessione. Oltre al danno la chiusura della ciclopedonale rappresenta una beffa sotto il profilo turistico, dato che è arrivata proprio mentre la città si sta preparando all’estate.
A tal proposito il primo cittadino ortonese lo ha definito «un neo», a cui comunque si potrà sopperire mettendo a disposizione altri spazi, come la pista ciclabile di via Cervana. Tuttavia sarà importante operare tempestivamente per eliminare i pericoli nell’area del tracciato ad oggi interdetto. «È stata approvata la procedura di somma urgenza», ha spiegato Castiglione, «per fare tutto nel più breve tempo possibile».
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