Pista ciclabile, oltre 2.500 firme per dire no
Contrari al progetto molti residenti e commercianti: non favorisce i pedoni e penalizza le imprese
LANCIANO. «La pista ciclabile non favorisce i pedoni e appieda le imprese». E' questo lo slogan di un'agguerrita maggioranza di residenti e commercianti di via Del Mare che contesta la realizzazione di un circuito ciclopedonale nella zona. Il progetto di pista ciclabile su via del Mare, via Olmo di Riccio e via Panoramica prevede una pista con doppio senso di marcia e una larghezza di 2,50 metri. Ma proprio per lasciare spazio a ciclisti e pedoni le carreggiate di via del Mare e via Panoramica saranno ridotte: le due strade saranno rese infatti a senso unico una a salire, in direzione San Vito (via Del Mare) e l’altra nel senso inverso (via Panoramica e via Alba) in direzione centro città. Ed è proprio questo che contestano i commercianti che mercoledì, alle 15, si riuniscono nella sede dell'associazione di categoria Casartigiani che ha preso a cuore il problema. «Non vogliamo nessuna pista ciclabile» si scalda un commerciante «e tanto meno il senso unico di marcia. Com'è possibile che sia stato studiato un circuito che invece che incentivare cittadini e acquirenti ad entrare a Lanciano li fa uscire? Il senso di marcia di via del Mare verso San Vito è assurdo: chi entra con l'auto non saprà più come reimmetersi verso il centro e comunque, tornando indietro, non passerà per via Del Mare. Già il commercio è alla canna del gas, in questo modo sarà la fine». Sono già oltre 2.500 le firme protocollate contro il progetto. I commercianti della zona sono circa una trentina e scontano il fatto che via Del Mare e la zona di Olmo di Riccio siano da sempre considerate come periferia. «Mancano servizi» protestano i residenti «una rete fognaria decente, marciapiedi, asfalto nuovo sulle carreggiate, illuminazione. Invece che la pista ciclabile chiediamo la riqualificazione generale del quartiere». Un elemento, quest'ultimo che è comunque inserito nel progetto finanziato in gran parte dalla Regione Abruzzo, il cui costo complessivo ammonta a 835mila euro, di cui 640mila euro di lavori che interesseranno 2,5 chilometri di strada. Ma non basta. La pista ciclabile, così com'è, non piace. «Il fatto che finisca all'ospedale Renzetti e alla fine dell'incrocio con San Vito» fa notare un residente «dimostra che il progetto è stato pensato male. Come fa una pista ciclabile ad interrompersi bruscamente e per di più una volta arrivati in centro? Cosa si dovrebbe fare poi con le bici, portarle a spalla? Le piste ciclabili devono essere dei circuiti che iniziano e finiscono, come ad esempio quella nel quartiere Santa Rita. Ci sono tante zone da riqualificare attraverso questo strumento, come ad esempio la ex zona industriale o Marcianese». A schierarsi contro il progetto, il cui bando è stato da poco pubblicato sull'albo pretorio del comune, è anche l'associazione Italia Nostra.
Daria De Laurentiis

