«Più a rischio gli studenti delle superiori»

La relazione sui pericoli per le scuole: «C’è maggiore socialità tra gli over 14, così sono esposti»
CHIETI . Il report epidemiologico della Asl affronta anche il problema dei contagi a scuola, mettendo in evidenza come la diffusione del virus sia più semplice nelle scuole superiori. «Pur considerando che il ruolo della comunità scolastica nella diffusione del Sars-Cov-2, non è ancora completamente definito in termini di impatto globale, non può escludersi la possibilità che nel corso delle attività didattiche possano insorgere focolai in grado di provocare recrudescenze epidemiche potenzialmente difficili da gestire», si legge nella relazione.
Nello stesso documento poi viene evidenziato: «È innanzitutto necessario sottolineare che le opportunità di esposizione da parte dei bambini fino ai 14 anni circa e dei ragazzi oltre tale età sono totalmente differenti. Infatti, mentre i bambini tendono ad essere esposti all’infezione quasi unicamente a scuola o in famiglia, i ragazzi più grandi, avendo solitamente una vita sociale propria, sono più frequentemente esposti ad altre fonti di contagio nell’ambito delle attività extrascolastiche e sociali». Ed allora «è più probabile che l’introduzione del virus nelle scuole da parte degli studenti avvenga con maggiore frequenza in quelle secondarie di secondo grado».
Tuttavia in seguito alle campagne vaccinali per gli over 12, «il rischio di diffusione dell’infezione nelle scuole primarie e in quelle dove la percentuale di vaccinazione sia ancora relativamente bassa, è maggiore rispetto a quanto ci si possa attendere nelle scuole superiori e in quelle con una più alta percentuale di vaccinati». (a.s.)
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