«Più fondi per la cura della salute mentale»
Lanciano. Convegno sulla legge Basaglia 40 anni dopo. Nasuti (Altri Orizzonti): manca la chiarezza
LANCIANO. Franco Basaglia, psichiatra e neurologo italiano, fu il rivoluzionario che il 13 maggio 1978 “liberò i matti dalle catene”, sentì il bisogno di migliorare la gestione e la custodia dei malati mentali, sentì l’urgenza di restituire loro la dignità. Spostò l’attenzione della psichiatria dalla cura della malattia ai bisogni del malato e i malati fino ad allora reclusi, isolati e torturati nei manicomi videro riconosciuti i loro diritti all’interno della società. «Ma nonostante il modello italiano abbia fatto scuola nel mondo dal ’78 ad oggi, dopo quarant’anni la legge 180 continua ad apparire incompleta: occorrono più risorse, luoghi idonei per l’integrazione e il superamento dei disagi, personale specializzato e umanamente vocato», afferma Giovina Nasuti, presidente di Altri Orizzonti onlus, associazione che da 16 anni raggruppa famiglie, professionisti e volontari per la tutela della salute mentale. E che giovedì, alle 9,30 al Polo museale, organizza l’incontro pubblico “L’Abruzzo e la legge Basaglia 40 anni dopo”. «È una legge di riferimento ottima per ridare dignità a tutti coloro che, per svariati motivi, si trovano in situazioni di disagio psichico», continua Nasuti, «ma in 40 anni è stata applicata a macchia di leopardo, non ci sono dati precisi e anche sulla destinazione degli edifici - in Abruzzo ci sono stati i casi di Villa Pini e dei manicomi di Teramo e L’Aquila - non c’è chiarezza».
Giovedì se ne parlerà con Alessandro Sirolli, presidente dell’associazione 180amici L’Aquila, Annacarla Valeriano, storica e autrice dei libri “Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo” e “Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista”, e Gianni Carusi, responsabile del dipartimento di salute mentale della Asl Teramo. Modera l’incontro la giornalista Maria Rosaria La Morgia.
Grazie ai volontari del servizio civile, Altri Orizzonti ha portato la discussione anche nelle scuole e giovedì saranno presenti studenti del liceo classico Vittorio Emanuele II e dell’istituto De Giorgio. «La memoria storica di quello che è stato il disagio psichico non va dimenticata, neanche dai più giovani», spiega Nasuti, «e poi per i ragazzi nel periodo adolescenziale è importante riconoscere il disagio come una situazione da poter affrontare in maniera serena, senza creare ulteriori disagi più pesanti». (s.so.)
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