«Più tutele per lavoratori e anziani»

6 Febbraio 2018

Potere al Popolo presenta i candidati chietini: serve una sinistra antifascista

CHIETI. Promuovere politiche antiliberiste per il recupero dei beni comuni e dell’ambiente, contro le privatizzazioni dei servizi pubblici e del sistema formativo. Dire basta a qualsiasi forma di sfruttamento “legalizzato” come alle spese militari crescenti, eliminando l’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione, con un netto sì all’aumento dei salari. Smantellare sia il Jobs act sia la legge Fornero, per restituire tutele reali ai lavoratori, ai pensionati, ai precari, ai più deboli. E rompere con l’Europa dei trattati per costruire quella dei popoli: questi sono solo alcuni dei punti del programma elettorale del movimento Potere al Popolo, quelli che ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa nel bar Bon Bon, sono stati presentati dai candidati della forza politica nel collegio di Chieti per le prossime elezioni del 4 marzo. Sono Rita Antonietta De Petra, candidata nel proporzionale plurinominale alla Camera, Alessandro Feragalli, in pista per l’uninominale, e Gianni Scarsi, in corsa per il Senato al proporzionale.
Una presentazione all’indomani dell’arresto di Luca Traini, il 28enne responsabile dell’attentato di Macerata contro diversi extracomunitari, che si è consumato sabato scorso: «Sono convinta che il nostro paese abbia bisogno di una vera sinistra, che sia antifascista», dice la teatina De Petra appellandosi alla Costituzione, «quello che è successo a Macerata è un qualcosa di molto grave: dobbiamo aprire un fronte di opposizione a tutto ciò». Così invece prosegue Scarsi, professore di filosofia e storia a Chieti: «Crescita, oggi, ha significato abbassamento dei salari e abolizione dell'articolo 18. Noi possiamo invertire la rotta, senza stipulare alleanze improponibili». Infine Feragalli, lui di San Giovanni Teatino: «I nostri candidati sono da sempre impegnati in battaglie locali», dice rispondendo pure alle domande del signor Nino Beverelli, che si ferma a sedere incuriosito dal dibattito. Ma Feragalli aggiunge: «La chiusura degli ospedali delle aree interne, ad esempio, ha fatto ripiombare l’Abruzzo indietro di 40 anni. I Comuni non hanno più risorse nemmeno per gli asili. Non è possibile neppure che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso si sia dimenticato di dare all’Anas anche la Strada dei parchi: una struttura fondamentale che non può essere lasciata in mano ai privati e alle sole logiche del profitto».
Edoardo Raimondi