Placche rotte alla gamba: anche la Asl indaga

Supporti in titanio rotti a un paziente operato per una frattura. La Procura sequestra i materiali
LANCIANO. Possono spezzarsi le placche in titanio utilizzate negli interventi ortopedici per saldare fratture esposte o curare altri traumi? Risponderebbe di sì un 56enne frentano che venerdì mattina è stato operato dall’equipe del reparto di Ortopedia dell’ospedale Renzetti a causa della rottura delle placche in titanio e delle viti impiantate nella tibia e nel perone nel luglio scorso, per saldare la frattura esposta delle due ossa. Fratture che si era procurato in un incidente in barca e per il quale è quindi finito sotto i ferri per ben due volte: la prima, appunto, a luglio per inserire le placche, e la seconda volta venerdì scorso, per toglierle visto che si erano inspiegabilmente rotte e inserire altri supporti esterni.
Ma se la stessa domanda, sulla possibilità di rottura delle placche in titanio, la rivolgiamo al primario del reparto di Ortopedia del Renzetti, Anselmo De Laurentiis, abbiamo una risposta diversa. «Che possano spezzarsi placche in titanio è davvero una rarità», ha detto, «noi utilizziamo nel settore da circa 15 anni placche e strumenti in titanio della ditta Synthes, azienda Svizzera che è una delle migliori al mondo, e non abbiamo mai, e dico mai, avuto problemi, rotture delle placche o cose del genere. Ad ogni modo ieri (venerdì per chi legge, ndc) le abbiamo asportate al paziente a cui si erano rotte (come evidenziato dalle radiografie a cui l’uomo è stato sottoposto nei giorni scorsi, ndc) e sono state sequestrate dalla polizia della Procura per essere analizzate. Attenderemo i risultati delle analisi».
Risultati attesi anche dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti visto che è stata tirata in ballo nella storia assieme alla ditta che produce le placche dal 56enne che ha sporto denuncia, per ora contro ignoti, per fare chiarezza sull’accaduto. Denuncia che ha spinto il sostituto procuratore Anna Benigni a disporre subito il sequestro delle placche e delle viti usate per saldare le frattura nella gamba destra e ha aperto un fascicolo per verificare eventuali responsabilità della ditta costruttrice e fornitrice delle placche, o se ci sono altre responsabilità.
Saranno quindi le perizie a dare le risposte attese, a verificare se i dispositivi acquistati dalla Asl e usati dai medici rispettino o meno i parametri fissati dal ministero della Salute, se magari si è trattata di una partita difettosa o se magari non erano compatibili col tipo di frattura. «Perizie che disporrà anche la »sl», dicono dalla sede dell’azienda a Chieti. “Lunedì (domani per chi legge, ndc) si valuterà il da farsi con l’ufficio legale. Ma la perizia e accertamenti interni ci saranno». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

