Pnrr, la minoranza: opere a rischio Ma l’amministrazione va avanti

26 Ottobre 2023

Verna (Azione) e Marongiu (Pd): interventi in bilico per 8,4 milioni, che cosa farà la giunta Paolini? L’assessore Paolucci: «Contratti firmati per quasi tutti i progetti, piano in corso per l’ex Torrieri» 

LANCIANO. «Con il taglio ai fondi Pnrr deciso dal governo, sono a rischio a Lanciano opere per 8,4 milioni: cosa farà la giunta Paolini? Fermerà i lavori ad esempio per la rigenerazione urbana di Olmo di Riccio e il Torrieri, senza la certezza di avere i soldi in cassa?». Sono le domande che pongono i consiglieri comunali Giacinto Verna (Azione) e Leo Marongiu (Pd) alla luce della rimodulazione dei fondi Pnrr in discussione in Commissione europea. «Andiamo avanti», risponde l’assessore al Pnrr, Tonia Paolucci, «alcuni lavori sono in corso e abbiamo firmato contratti per quasi tutte le opere finanziate. Manca l'ex Torrieri di cui stiamo redigendo il progetto esecutivo».
FONDI A RISCHIO?«Perdere fondi per 8,4 milioni in città come conseguenza del definanziamento ai progetti Pnrr deciso dal governo Meloni è un rischio certificato anche da un recente studio di Openpolis», spiega Verna, «che precisa che a traballare sono 3,5 milioni per la rigenerazione urbana di Olmo di Riccio, 3 milioni per il recupero dell'ex calzificio Torrieri, 1.690.000 euro per il centro antiviolenza, 130.000 euro per la climatizzazione al teatro Fenaroli e 260.000 euro per le centrali termiche delle scuole. Un rischio che ha portato tanti Comuni a rallentare le progettualità o a sospendere i lavori. E la giunta Paolini che farà se verranno confermati questi tagli? Come farà a supplire a questa situazione, visto che i soldi del Pnrr sono stati già previsti in bilancio? Si fermeranno progetti e gare di appalto? Nel caso della rigenerazione urbana di Olmo di Riccio si andrà avanti anche senza la sicurezza della copertura finanziaria?». «Domande lecite e preoccupazioni giuste quelle che si sollevano perché se ci sarà la riprogrammazione dei fondi da parte dell'Europa come chiesto dal governo, tanti cantieri si fermeranno», aggiunge Marongiu. «Ad oggi in teoria si potrebbe andare avanti, ma conviene farlo con tanta incertezza?». Incertezza che per i consiglieri si poteva evitare nel caso del recupero dell'ex calzificio Torrieri. «Se la giunta Paolini non avesse eliminato il mutuo previsto dalla precedente amministrazione, oggi almeno l'ex Torrieri potrebbe avere una certezza in più di essere realizzato», dice Verna.
CANTIERI AVVIATI«Abbiamo avviato diversi lavori, dovremmo fermarci?”, chiede Paolucci. «Abbiamo quasi tutti i progetti finanziati da Pnrr non solo appaltati, ma abbiamo firmato i contratti con le ditte. Non ci sono comunicazioni di tagli governativi quindi andiamo avanti con il cronoprogramma stabilito». Che vede già in corso i lavori per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive al Museo archeologico (244mila euro), quelli alla scuola dell’infanzia di Olmo di Riccio per la realizzazione della mensa (282.186,91 euro), quelli alla Sala Mazzini, la cui apertura è uno dei cavalli di battaglia della giunta Paolini. Qui lavori in corso per il rifacimento di impianti, porte antincendio, dispositivi di sicurezza, da chiudere entro il 20 dicembre. «A dicembre partirà il cantiere per realizzare il Centro antiviolenza (1,7 milioni) a Villa Andreoli», riprende Paolucci, «stiamo risolvendo la questione degli orti. A giorni partiranno la demolizione-ricostruzione del nido Il Sorriso (1,4 milioni) e i progetti di rigenerazione urbana di Olmo di Riccio della sistemazione del verde, delle luci nuove e la parte del bocciodromo. Queste sarebbero le opere a rischio secondo la minoranza». E il Torrieri? «Andiamo avanti con il progetto esecutivo della ristrutturazione», risponde l’assessore, «e siamo ben felici di non aver acceso un mutuo che avrebbe bloccato gli investimenti del Comune e indebitato i cittadini».
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