Poca acqua da diga e Trigno C’è il piano anti-emergenza

5 Agosto 2015

Annibali: un coordinamento tecnico è pronto a gestire la fase di allerta Tocca al prefetto preparare l’elenco delle priorità da far scattare nel bisogno

VASTO. Emergenza idrica: nasce un coordinamento per gestire il ciclo dell’acqua e intervenire con tempestività in caso di emergenza. Sarà il prefetto di Chieti, Antonio Corona, a redigere nei prossimi giorni il programma delle priorità da osservare in caso di bisogno. È questo il risultato dell’incontro che si è svolto ieri mattina nella sede del Consorzio di bonifica sud fra i dirigenti, il commissario del Consorzio, Sandro Annibali, e i responsabili del Coniv, l’ente del Consorzio industriale che depura e distribuisce l’acqua.

TAVOLO DI COORDINAMENTO. «È stato costituito un tavolo di coordinamento tecnico per la gestione dell’emergenza idrica del fiume Trigno», conferma in una nota il commissario Annibali. Gli ingegneri responsabili della diga di Chiauci hanno fornito i dati sull’invaso. Attualmente la diga raccoglie un milione e duecento metri cubi di acqua. «Valutate le esigenze dei vari comparti con il rilascio di 200 litri al secondo al Coniv si rischia di non arrivare a fine mese», annota Annibali. «È stata pertanto evidenziata la necessità di stabilire un valore minimo della risorsa idrica oltre il quale far scattare un piano d’emergenza che definisce le priorità». In accordo con la prefettura è stato concordato un incontro con tutti gli enti interessati per valutare la situazione. Per le rimesse idriche sono stati programmati incontri tecnici con frequenza bisettimanale.

GESTIONE CON IL MOLISE. Al summit che si terrà in prefettura a Chieti dovrebbero essere presenti anche il prefetto di Campobasso e rappresentanti della Regione Molise dal momento che, come sottolineato qualche giorno fa dal consigliere regionale molisano Cristiano Di Pietro, la gestione delle acque della diga di Chiauci (come da protocollo firmato sette anni fa tra le Regioni Abruzzo e Molise e sottoscritto anche dall’allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro), è appannaggio delle due regioni. L’intesa prevede nello specifico che la ripartizione della portata delle acque da derivare a regime sia effettuata al 50% tra Molise e Abruzzo e che la ripartizione idrica e la gestione delle opere di presa e di addizione sia sotto la gestione del Consorzio di bonifica di Vasto. Il sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini, e il presidente del Consorzio di bonifica “Trigno e Biferno” di Termoli, Giorgio Manes, hanno chiesto in maniera congiunta ai prefetti di Campobasso e Chieti e ai due presidenti di giunta di Abruzzo e Molise un incontro per la soluzione definitiva del problema.

INDUSTRIA, TURISMO E AGRICOLTURA. Da sabato scorso quasi tutte le aziende hanno chiuso per ferie. La quantità d’acqua necessaria per il settore industriale è minore rispetto al mese scorso. Viceversa, per il settore del turismo si registra in questi giorni un picco di presenze e quindi crescono le richieste idriche. I cinquantamila residenti sono diventati il doppio e le attività turistico-balneari hanno assoluto bisogno di acqua per funzionare. Non è minore il bisogno di acqua per il settore dell’agricoltura. Nei giorni scorsi Coldiretti, Cia e Copagri hanno diffuso comunicati in cui ricordavano le necessità del settore visto che in alcun casi le colture si sono dimezzate. Non sarà facile quindi il compito del prefetto. Nei prossimi venti giorni è comunque vietato usare acqua per scopi diversi dal consumo umano o non legato ai settori appena menzionati, pena pesanti sanzioni.

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