Poca acqua: l’agricoltura è in ginocchio

Di Pietro (Regione Molise) scrive alla Regione Abruzzo e chiede l’intervento congiunto dei due presidenti e dei prefetti
VASTO. Acqua a Vasto, si torna all’anno zero. Il turismo trema, l’industria non è più tranquilla, l’agricoltura è in grande affanno. La popolazione assiste allibita allo scambio di accuse. E intanto la diga di Chiauci si prosciuga e con l’acqua si prosciuga la fiducia nella politica. Lo hanno detto chiaramente i lavoratori del Consorzio di bonifica Sud durante lo sciopero di martedì. «Questa politica non ci rappresenta. Non crediamo più in questa politica». La Sasi assicura che l’acqua per il consumo umano non manca. Ma i residenti dei quartieri più alti della città non sono dello stesso avviso. Il Molise, che divide l’acqua con il Vastese, vista la situazione che si è creata, chiede un incontro urgente al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e all’assessore all’agricoltura Dino Pepe. Lo stesso fa la Copagri.
LA RABBIA DEL MOLISE. «Troppe interruzioni, la questione va risolta una volta per tutte». Il consigliere regionale del Molise, Cristiano Di Pietro, ha presentato un ordine del giorno sull’emergenza idrica legata alla gestione delle acque della diga di Chiauci che, come da protocollo firmato 7 anni fa tra le Regioni Abruzzo e Molise e sottoscritto dall’allora Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (padre di Cristiano) è appannaggio delle due Regioni. L’intesa prevede nello specifico che la ripartizione della portata delle acque da derivare a regime venga divisa al 50% tra Molise e Abruzzo e che la ripartizione idrica e la gestione delle opere di presa e di addizione sia gestita dal Consorzio di bonifica di Vasto. «Negli ultimi mesi», scrive Cristiano Di Pietro, «si stanno verificando continue interruzioni del servizio di distribuzione dell’acqua della diga per usi agricoli, che hanno gravemente inficiato il raccolto dei prodotti agricoli stagionali, causando pesanti contraccolpi economici». Il sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini e il presidente del Consorzio di bonifica “Trigno e Biferno” di Termoli, Giorgio Manes, hanno chiesto ai prefetti di Campobasso e Chieti e ai presidenti delle due Regioni, un incontro immediato.
LA COPAGRI. «La situazione finanziaria del Consorzio di bonifica Sud non può essere un freno. È necessario fare subito qualcosa per evitare che l’agricoltura diventi la cenerentola delle attenzioni perché messa ai margini rispetto agli interessi di altri comparti produttivi e della primaria necessità che l’acqua venga destinata ad usi e consumi umani», sostiene Camillo D’Amico esponente della Copagri chiedendo la convocazione di un vertice sull’argomento.
LA SASI. La società chietina dell’acqua assicura che l’acqua per il consumo umano c’è anche se con alcuni interventi previsti da subito saranno eliminate le emergenze. «Fino a quando?», chiedono i residenti della riviera che da anni vengono serviti dall’acqua del Trigno. I quartieri più altri di Vasto sono ancora più scettici. «Abbiamo già poca acqua adesso. Figurarsi se chiude la diga», affermano i residenti del quartiere Croci.
I DANNI DELL’ALLUVIONE. Intanto grazie al M5S, Paglieta, Carpineto e Cupello saranno inseriti nell’elenco dei Comuni che avranno un risarcimento dalla Regione per l’alluvione dello scorso anno. L’assessorato alle politiche agricole ha riaperto l’elenco dei comuni aventi diritto e lo ha comunicato al consigliere Pietro Smargiassi. «Un intervento doveroso verso tutti i cittadini in difficoltà», commenta Smargiassi. L’assessore Pepe ha ammesso che l’esclusione era stata un errore tecnico scoperto grazie al M5S. «Attendiamo risposte concrete anche per San Salvo, uno dei centri più colpiti», dice Smargiassi.
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