Pochi anestesisti, operazioni a rischio

Il reparto, che ha rinunciato alle ferie, perde altri due medici e scende a 13: già saltati gli interventi chirurgici in day surgery
LANCIANO. Un nuovo anno, un altro anestesista va via e ora la situazione all’ospedale Renzetti diventa critica, tanto che sono a rischio le sedute operatorie, non solo quelle di day surgery. È allarme nel reparto di Anestesia e rianimazione del presidio cittadino dove le carenze di organico, che ci sono da mesi, ora sono diventate insostenibili e hanno ripercussioni sulle attività ospedaliere. Il personale, che da tempo ha dovuto rinunciare a ferie (oltre 1.500 i giorni non goduti) e recuperi e deve sopperire alle carenze del San Pio di Vasto, è sceso ora a 13 unità. Di norma dovrebbero essere 18 i medici in servizio, ma si è scesi prima a 15 unità e ora, tra dicembre e il 1° gennaio scorso addirittura a 13 per via di due trasferimenti a Pescara: è quasi impossibile lavorare.
Il sindaco Mario Pupillo ha deciso di vederci chiaro e ha scritto alla direzione sanitaria di presidio, alla dottoressa Rossana Di Nella, per capire cosa sta accadendo e, visti i problemi, le soluzioni da adottare subito. «Ho inviato una lettera alla direzione per capire cosa succede», dice il sindaco, «ho chiesto urgentemente di avere notizie sul personale di Anestesia e rianimazione, sulle carenze che ormai sono evidentissime. Voglio sapere queste carenze come stanno incidendo sul personale, il lavoro. Si riescono a coprire i turni e ad assicurare le attività? E, soprattutto, sono saltate già le sedute di day surgery, sono a rischio anche quelle chirurgiche? Se così fosse, si penalizzerebbero ancora di più il Renzetti e i suoi utenti».
Che da mesi fanno i conti con carenze, servizi ridotti (vedi Urologia e Otorino), cantieri ovunque che in estate hanno portato anche alla chiusura della Rianimazione, dove sono stati rimossi i pavimenti in amianto. L’incontro di Pupillo con la direzione ospedaliera ci sarà domani.
La Asl, dal canto suo, ha bandito i concorsi per l’assunzione di 14 anestesisti, che si sono chiusi il 30 dicembre scorso. Di questi alcuni dovranno arrivare al Renzetti se l’obiettivo fissato dal manager Thomas Schael è di aumentarne la produttività; non è certo tagliando le sedute operatorie che questa cresce.
E in tema di aumento della produttività e di tagli alla spesa c’è un’altra decisione di Schael che, secondo Pupillo, danneggerebbe il Renzetti senza portare guadagni: l’accentramento di Laboratorio analisi, Anatomia patologica e Centro trasfusionale a Chieti. «Questa scelta è scellerata», dice il sindaco, «taglia un’eccellenza penalizzando Lanciano - che passerà da oltre 2.200.000 esami annui a 900.000 - e Vasto, intasando Chieti». Per la Asl, invece, l’accentramento «non comporterà alcuna penalizzazione per gli ospedali, ma un risparmio di cinque milioni di euro all’anno».
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