Pochi medici in servizio A rischio 15mila pazienti

27 Febbraio 2018

Vasto. Nuovo appello dal centro di assistenza medica Ncp Kos di via Giulia «Tre di noi in pensione, ma la Asl non fa sostituzioni. Turnazione impossibile»

VASTO. La situazione nel Centro di assistenza medica del centro di Vasto sta peggiorando rapidamente. Un medico è andato in pensione, altri tre lo seguiranno, ma la Asl non intende sostituirli. Presto 15mila vastesi potrebbero restare senza una adeguata assistenza medica. La Ncp Kos di Vasto, struttura sanitaria medica associativa di cure primarie territoriali in via Giulia, pare destinata alla sospensione di gran parte delle attività se non interverranno novità nelle prossime settimane.
«L’impossibilità a continuare a mantenerla operativa è legata alla carenza di personale medico: a breve andranno in pensione altri tre medici e da quanto si apprende non saranno sostituiti dalla Asl. Così si rende difficile sostenere la turnazione con le prestazioni garantite per 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì e sabato solo fino alle ore 14», tornano a dire il responsabile del Ncp Kos, Giammichele Molino, e i colleghi Anna Pia Pace, Maurizio Ciccarone, Giovanni Di Nocco, Nicola D’Annunzio, Bernardetta Moricoli, Elio Catalano, Annamaria Giangiacomo, Antonello Corrado ed Enzo Zoppi. Tutta colpa sembra della mancanza di fondi disponibili, lamentata dall’amministrazione della Asl.
Le casse vuote non consentirebbero la nomina di nuovi medici nella struttura in sostituzione dei professionisti che hanno raggiunto il pensionamento. La Kos, operativa dagli inizi degli anni 2000, ha sinora garantito assistenza 12 ore al giorno, presenza di medici e di personale infermieristico professionale, consentendo l’eliminazione dei cosiddetti codici bianchi oltre alla presenza di personale di segretaria e di prenotazione e la gestione degli aspetti burocratici.
«La Regione si vanta di essere uscita dal commissariamento della sanità, ma tutto questo è accaduto a danno dei pazienti, della medicina ospedaliera e di territorio», accusano i medici del centro Kos. «Nel Vastese lo si avverte ancora di più. E del resto basta vedere ciò che è stato fatto all’ospedale San Pio da Pietrelcina con i reparti specialisti e i tempi di attesa nelle prenotazioni degli esami diagnostici e nelle visite specialistiche. Come non citare, solo per fare un esempio, l’epilogo inglorioso riservato al reparto di Gastroenterologia e il conseguente accorpamento al reparto di Medicina. A tutto ciò assistiamo in un silenzio assordante da parte delle forze politiche che sono a perfettamente conoscenza di tutto ma non prendono alcun provvedimento. Da ultimo», termina la nota dei dieci medici, «tra i medici in servizio è andato in pensione il dottor Sergio Ferrara che ad oggi non è stato ancora sostituito in una struttura frequentata giornalmente almeno da 400 persone. Ma la salute di un cittadino ha ancora un valore? Si chiede ai pazienti di evitare il ricorso al Pronto soccorso, ma hanno idea i responsabili amministrativi della Asl cosa può accadere a Vasto se si permette la chiusura di un centro medico che assiste 15mila cittadini?», chiedono i medici del centro Ncp Kos.
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