Pochi mezzi in caserma Sezione sisma al palo

22 Ottobre 2017

Da anni il comando provinciale chiede allo Stato di potenziare le attrezzature Ma si continua a operare con vecchi autocarri anche nelle zone terremotate

CHIETI. In guerra con le armi spuntate. Da anni il comando provinciale dei vigili del fuoco di Chieti attende mezzi nuovi, al posto di quelli ormai vecchi e sempre più spesso rotti. Una interrogazione parlamentare firmata dall’onorevole di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, ha riaperto il caso a livello nazionale. Ma è da anni che Chieti continua a fare richieste alla direzione centrale, rimanendo inascoltata. Eppure è il ministero dell’Interno che, in una circolare del 2013, ha stabilito quale era la dotazione dei mezzi che spettavano a un comando come quello teatino. Leggendo la circolare EM 05/2013 si scopre non solo che Chieti dovrebbe avere dei mezzi che non ha, ma anche che, nonostante questo, venga comunque chiamata ad effettuare servizi come se quelle dotazione le avesse. Capita così che all’epoca del terremoto del Centro Abruzzo, dal 24 agosto del 2016 in poi, il comando provinciale sia stato chiamato ad operare nelle zone terremotate, a disposizione del Centro operativo nazionale, andando in quelle zone con mezzi e attrezzature ordinari, non adatti a quel tipo di compito. Utilizzando quei mezzi, inoltre, ha dovuto per forza lasciare sguarnito il territorio provinciale. Per fortuna nei giorni del terremoto in provincia di Chieti non è successo nulla che richiedesse un intervento dei vigili del fuoco. Ma se ci fosse stata una scossa sismica, oppure un crollo o anche un problema di tipo alluvionale, allora sarebbero stati guai. Finita la fase dell’emergenza, la sezione operativa del comando provinciale è stata fatta rientrare in sede, perché priva dei mezzi e delle attrezzature necessarie. Poi, però, dal 2 novembre del 2016 fino al mese di giugno dello stesso anno, una sezione operativa di Chieti, alternandosi ogni otto giorni, è stata impegnata presso il comando operativo avanzato dell’Aquila per le opere di messa in sicurezza dei fabbricati civili e delle chiese, rimasti colpiti dalle scosse sismiche. E anche in questo caso, nonostante l’impegno gravoso, al personale del comando teatino pare non siano stati assegnati attrezzi e mezzi adeguati.
Il comando provinciale, che non è certo stato con le mani in mano, almeno dal 2013 ha iniziato a fare continue richieste di completamento della dotazione prevista dal Ministero. Soprattutto per quanto riguarda il pezzo forte della dotazione: l’autocarro Act, con il relativo container Iso 13 S, che non può mancare in una sezione operativa “versione sisma” (che si deve cioè attivare in caso di terremoto). Le uniche due province in Abruzzo che hanno questo tipo di sezione operativa, sono L’Aquila e Chieti. Come confermato dalla direzione regionale dell’Aquila, il comando provinciale aquilano ha in dotazione dal 2012 questo autocarro da svariate centinaia di migliaia di euro. A Chieti, invece, nulla: si opera ancora con il vecchio autocarro (“versione crolli”), sempre incrociando le dita sul fatto che non succeda nulla sul territorio provinciale. A indispettire gli uomini del comando provinciale teatino c’è inoltre la notizia secondo cui un autocarro dello stesso tipo sia in dotazione al comando provinciale di Pescara, che non ha la “versione sisma”, pur avendo il compito di fornire il supporto logistico in caso di terremoto. Ma a Chieti non è solo l’autocarro che manca. I mezzi presenti sono molto vecchi e per questo spesso rotti. Al momento l’autocarro munito di cassone è rotto, così come è fuori servizio anche l’autogru. Manca pure il mezzo per fare soccorso dentro le gallerie ferroviarie, mentre è stato rimesso in servizio solo da poco il fuoristrada Combi.