Pochi spazi per 200 bimbi La scuola chiede più aule

All’asilo Maria Vittoria servono nuovi spazi e un ascensore per alunni disabili Sopralluogo di Comune e Provincia per la costruzione di un nuovo fabbricato
LANCIANO. Una scuola modello confinata in pochi spazi e con un giardino a ridosso di un’area transennata che conserva i resti della Lanciano che fu, ma che sembra un cantiere aperto. I rappresentanti della scuola dell’infanzia Maria Vittoria hanno incontrato nei giorni scorsi il sindaco Mario Pupillo e l’assessore all’istruzione Giacinto Verna per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione il problema sempre più urgente della mancanza di spazi, della realizzazione di un’area esterna che sia adatta ad una scuola dell’infanzia e della necessità di un ascensore interno per il trasporto di alcuni piccoli iscritti diversamente abili. Questioni note da anni alle varie amministrazioni che si sono succedute, ma che si sono aggravate con il passare del tempo e con l’aumentare degli iscritti della scuola (oltre 200 i bambini frequentanti), considerata una delle migliori del comprensorio per metodi e tecniche educative all’avanguardia (modelli Montessori, Waldorf-Steiner, Reggio-Emilia). L’amministrazione ha pianificato un sopralluogo che verrà effettuato la prossima settimana da parte del sindaco, in veste anche di presidente della Provincia, e dell’assessore all’istruzione accompagnati dalla dirigente scolastica Mirella Spinelli. «L’incontro è stato sereno, ma è chiaro che vanno verificate tutte le necessità della scuola prima di un qualsiasi intervento», riferisce Pupillo, «come Provincia a fine novembre inizieremo gli scavi nella parte terminale dell’area per effettuare dei sondaggi sul terreno sottostante. Da un lato vogliamo abbattere l’edificio dell’ex scuola all’aperto, dall’altro c’è l’ipotesi di realizzare un corpo di fabbrica nei pressi della scuola dell’infanzia che funga da centro polifunzionale sia per il Maria Vittoria che per il vicino De Titta, che presentano entrambi l’esigenza di maggiori spazi». I fondi necessari per l’operazione ci sono. Si tratta del milione e 200mila euro concesso a seguito del terremoto dell’Aquila per realizzare l’ampliamento del liceo De Titta, che ha chiuso la sua succursale per i danni post-sisma. L’intervento però non è stato effettuato a seguito del rinvenimento, due anni fa, di parte delle antiche mura aragonesi che cingevano la città. Per questo va attentamente verificata la possibilità che non ci siano altri reperti. «In quel caso», spiega Pupillo, «dovremmo bloccare la realizzazione del nuovo edificio, ma abbatteremo la ex scuola all’aperto con fondi comunali». Intanto nella scuola modello, nonostante l’impegno delle maestre a far sì che tutto funzioni al meglio, si soffre un po’ il sovraffollamento. «Tutte le aule a disposizione sono state occupate», spiega la dirigente raggiunta telefonicamente all’estero dove è impegnata in un progetto Erasmus, «e i bimbi disabili devono essere trasportati in braccio sulla gradinata della scuola».
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