«Pochi utili e sede in abbandono»

17 Ottobre 2022

Di Campli, presidente di Lancianofiera: «Aiutateci, anche il personale è all’osso»

LANCIANO. Una situazione disastrosa dal punto di vista strutturale e preoccupante riguardo i numeri. Donato Di Campli, neo presidente di Lancianofiera, ha fotografato la situazione dell'ente per far capire da dove si parte e porre le basi per dove si vuole arrivare. «Da mesi studio la situazione», ha esordito l'imprenditore sabato alla presentazione del piano industriale, «e i numeri danno un esito molto negativo, nonostante il grande lavoro del mio predecessore che ha lasciato i conti in regola e bilanci in attivo. Negli ultimi 10 anni, tuttavia, il costo di produzione dell'ente non è andato oltre i 400mila euro di cui l'86% viene destinato al costo per stipendi e fornitori e il 14% è costituito dalla somma delle entrate garantite dai soci. Gli utili quindi sono risibili. Questo ha comportato che la Fiera non ha potuto investire: sono 30 anni che si va avanti senza un contributo per la ristrutturazione dei padiglioni che versano in uno stato di abbandono».
«La situazione è al limite», ha spiegato ancora Di Campli, «i padiglioni non sono a norma e non si possono fare fiere nei mesi invernali perché non c'è riscaldamento e ci sono infiltrazioni di acqua piovana. Invece una fiera dovrebbe lavorare 365 giorni l'anno».
Lancianofiera può contare su 3 padiglioni, una sala convegni da 100 posti, una sala studi da 50 posti, un’area espositiva coperta di 8.500 metri quadri, un’area espositiva scoperta di 20.000 metri quadri. «Si tratta di spazi enormi», ha aggiunto Di Campli, «che necessitano di interventi radicali di ristrutturazione. Da una prima stima il costo per sistemare due padiglioni e parte dell’area esterna si aggira sui 4 milioni di euro. Un investimento consistente, ma fondamentale se vogliamo tornare a dare centralità alla fiera». Ed è carente anche il parco dipendenti che conta su due impiegati fissi più altri due di una cooperativa. «Bisogna ampliare assolutamente la pianta organica», ha rimarcato il presidente, «ma al momento ho le mani legate, non abbiamo un euro a disposizione. Per questo sto chiedendo aiuto a tutti: Lancianofiera deve rinascere e portare utili». E non se ne parla per la figura di un direttore operativo che il sindaco Filippo Paolini voleva affidare a Bruno Di Ciano ex coordinatore della Fiera dal 1994 al 2005. «Non posso assumere nessuno», ha ammesso Di Campli, «Di Ciano sarà un collaboratore esterno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA