«Poco prima del raid 50 alunni sono passati davanti alla banca»

VASTO. La preoccupazione per quello che accade a Vasto è tanta ma poco alla volta sta prendendo piede il senso civico. La gente ha capito che deve fare squadra e collaborare con le forze dell’ordine....
VASTO. La preoccupazione per quello che accade a Vasto è tanta ma poco alla volta sta prendendo piede il senso civico. La gente ha capito che deve fare squadra e collaborare con le forze dell’ordine. Diversi i testimoni che ieri hanno raccontato alla polizia la drammatica vicenda alla quale hanno assistito. Fra loro Marco Cannarsa, comandante della guardie ecologiche volontarie di Vasto, e Paolo Leonzio, ex referente della Fee. «Non ho sentito la loro voce», dice Leonzio che al momento della rapina era in banca con la moglie, il figlio e la nuora. Lui però era in un salottino attiguo al salone con le casse. Ha visto la moglie terrorizzata che si accasciava. Non è potuto intervenire ed è furioso. «Non so come avrei reagito se me li fossi trovati davanti», dice scuotendo la testa. «Non ho sentito la loro voce. Uno dei due sembrava straniero, non molto alto e la sua pelle era scura. L’altro era più alto e robusto. Quando hanno tirato fuori il coltello il cassiere ci ha fatti sdraiare tutti per terra. Non ha opposto resistenza per evitare reazioni violente e i due hanno afferrato i soldi e sono usciti».
Leonzio parla davanti all’ambulanza dov’è coricata la moglie. I calmanti non sono bastati. I medici hanno parlato di un diffuso malessere. Tanti gli attestati e i messaggi di augurio alla donna. A chiamare il 118 e il 113 è stato Marco Cannarsa, responsabile delle guardie ecologiche. Lui ha visto fuggire i due rapinatori. «È successo tutto in pochi minuti», ha raccontato Cannarsa al Centro. «Avevo appena accompagnato una scolaresca di una cinquantina di bambini a visitare una mostra. I piccoli erano appena andati via. All’improvviso ho visto uscire i due. Erano vestiti di scuro e avevano delle sciarpe in testa per coprire i lineamenti. Sono saliti a bordo di una Fiat Uno nera vecchio modello che avevano parcheggiato davanti all’ingresso della banca, e sono fuggiti in direzione di via del Giglio. Da lì potrebbero aver preso qualsiasi direzione. Sembravano conoscere molto bene la zona», afferma Cannarsa.
Indignati e preoccupati i residenti di via Tobruk e via San Michele. «Continuano a dirci che grazie alle telecamere i malviventi non hanno scampo. Quello a cui abbiamo assistito oggi è stata una mattinata di terrore. Speriamo che almeno questa volta le telecamere abbiano funzionato». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

