Podista in fuga dal branco di 17 cinghiali
La disavventura a Fonte Nuova, vicino a Palazzo d’Avalos. Nella zona terreni incolti da trent’anni
VASTO. Decide di fare footing e per raggiungere la strada provinciale Istonia, dal centro cittadino, imbocca la discesa che porta a Fonte Nuova. Si è trovato davanti ad un branco di 17 cinghiali. È la disavventura capitata domenica pomeriggio a un podista. Gli ungulati per la verità, intenti a mangiare gli ortaggi, non hanno degnato lo sportivo neppure di uno sguardo. Ma la paura per G.C., 40 anni, di Vasto, è stata però tanta.
L’uomo è tornato sui suoi passi e una volta al sicuro ha segnalato al Centro l’invasione di cinghiali a poche centinaia di metri da Palazzo d’Avalos.
«Non è purtroppo una novità», commenta Nicola D’Adamo, direttore del blog Noivastesi e proprietario con la sorella di alcuni terreni nella zona. «Chi passa per Fonte Nuova corre seri rischi. In un filmato che ho realizzato qualche tempo fa si contano 18 cinghiali che passeggiano in pieno giorno e devastano tutto. Il problema negli ultimi tempi è cresciuto in maniera esponenziale, ma non sembra interessare molto gli organi regionali, presi da pastoie burocratiche e pressioni pseudo ambientaliste. Sta di fatto che gli agricoltori subiscono in silenzio i loro danni, gli automobilisti fanno incidenti per colpa dei cinghiali e si pagano le costose riparazioni. Le famiglie si ritrovano circondate dagli animali selvatici e corrono seri rischi».
I cinghiali si avvicinano anche alle case. «Nella zona della Fonte Nuova», testimonia D’Adamo, «il problema è grande ed è aggravato dalla presenza di una decina di ettari di terreno incolto da 30 anni che ormai è diventato un fitto bosco». D’Adamo racconta alcuni episodi fortunatamente a lieto fine ma che testimoniano quanto sia urgente intervenire. «Una famiglia qualche tempo fa si è trovata circondata dentro la propria villa da 9 cinghiali. Il giorno dopo l’orto a fianco è stato invaso da ben 18 cinghiali. Invasione che ormai si ripete con sempre maggiore frequenza al tramonto. La disavventura capitata al podista lo conferma», dice D’Adamo.
I più disperati sono gli agricoltori. I cinghiali sono ghiotti di ortaggi, soprattutto lattuga e finocchi. «Ritengo sia arrivato il momento di fare qualcosa prima che qualche cittadino venga aggredito», insiste Nicola D’Adamo. (p.c.)
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