Polemica sulle vacanze, si dimette Argenio

L’annuncio del capogruppo M5S dopo gli attacchi per l’assenza in consiglio durante l’approvazione del bilancio
CHIETI. «La mia esperienza politica si chiude qui. A chi resta faccio il mio in bocca al lupo. Lunedì formalizzerò le mie dimissioni dal consiglio comunale». Molla il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Ottavio Argenio, provato dalle polemiche sull’assenza nel consiglio comunale sul bilancio, quando il suo voto e quello della collega Manuela D’Arcangelo avrebbe potuto rimandare a casa il sindaco, anche lui dimissionario, Umberto Di Primio. L’annuncio arriva su Facebook, mentre lui è ancora in vacanza con la famiglia in Slovenia («la prima in quattro anni», puntualizza con amarezza): «Non ho bisogno della politica per vivere», scrive sul social network, «e il mio impegno era legato alla speranza di poter fare qualcosa di bello per la mia città. Ma non ne vale la pena. Non al prezzo di vedere mortificati gli affetti più cari». Il web si scatena a suo favore: c’è chi gli chiede di restare, chi gli dice che lo capisce e così arriva una marea di attestati di solidarietà. Persino dalle file dell’opposizione, il consigliere forzista Emiliano Vitale gli chiede di non mollare. Parla anche l’ex amministratore unico di Teateservizi, Carlo Festa: anche lui ha deciso di dimettersi dall’incarico al vertice della società pubblica e dunque dice di comprendere la scelta. Argenio, invece, si chiude nel silenzio. Vedremo se gli attestati di stima potranno convincerlo a non formalizzare le dimissioni. Se dovesse andare fino in fondo, al suo posto entrerà il primo dei non eletti, Luca Amicone.
Non parla anche il sindaco Di Primio alle prese con il problema se ritirare o meno le sue dimissioni. Ha ancora due giorni di tempo per farlo. Intanto ieri sera alle 19 ha riunito la sua maggioranza o almeno quel che ne resta. L’incontro è durato fino a notte inoltrata. Il sindaco aveva già annunciato che prima di prendere qualsiasi decisione si sarebbe confrontato con i dieci consiglieri che gli sono rimasti accanto nel consiglio sul bilancio. Di Primio ha praticamente in mano l’intesa con i cinque consiglieri forzisti. In generale è d’accordo su tutti e tre i punti previsti nell’ultima versione dell’intesa, quella presentata appena prima dell’inizio del Consigliosul bilancio. Se poi l’accordo non è stato formalizzato è stato soltanto a causa di frizioni dovute alla situazione di rottura che si era creata. Ora si può decidere se ripartire da quell’accordo (più soldi al Marrucino, stabilizzazioni a Teateservizi e rimpasto di giunta) o andare avanti cercando altre strade. Compresa quella del tornare tutti a casa.
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