Polidori e il piano sulla sanità «Sogno il distretto attrezzato»

ORTONA. È stato il più votato nella tornata elettorale dello scorso 11 giugno e, nemmeno troppo a sorpresa, è stato indicato come vice del nuovo sindaco Leo Castiglione. Vincenzo Polidori, 62 anni,...
ORTONA. È stato il più votato nella tornata elettorale dello scorso 11 giugno e, nemmeno troppo a sorpresa, è stato indicato come vice del nuovo sindaco Leo Castiglione. Vincenzo Polidori, 62 anni, laurea in Medicina e chirurgia, specialista in Pronto soccorso e terapia d’urgenza, perfezionato in elettrocardiografia clinica, tutor territoriale abilitato nel corso di laurea in Medicina e chirurgia, medico di base, e già consigliere comunale in due mandati, è uno degli assessori al fianco del neo primo cittadino. Data la sua esperienza professionale, non poteva non occuparsi di sanità, tema caldo e attuale per Ortona considerando le polemiche sull’ospedale Bernabeo . Ma a Polidori, originario di Tollo, sono state assegnate anche le deleghe ai servizi demografici, all’ambiente, alla sicurezza, al personale e al demanio. Un compito importante il suo, per il quale si è già attivato.
«Sono contento di essere stato scelto come vicesindaco», commenta. «Il nostro lavoro è molto di squadra, tanto che al fianco di noi assessori lavora uno staff di persone qualificate e competenti su ogni tema. Al momento ci troviamo nella fase di conoscenza e analisi di quella che è la situazione in Comune». Tuttavia sulla sanità l’assessore ha le idee piuttosto chiare: «Quello che avevamo detto in campagna elettorale lo stiamo già attuando. Vogliamo cioè coinvolgere il comitato ristretto dei sindaci nella decisione di lasciare qui ad Ortona il reparto di Medicina e Geriatria, che poi sarebbe il traino per il Pronto soccorso o Punto di primo intervento». Ma non solo: «Dobbiamo implementare i servizi del distretto sanitario di base. Come immagino Ortona tra 5 anni? Da medico vorrei che i nostri cittadini avessero un Pronto soccorso per le loro criticità, vorrei che avessero un reparto di Medicina che funzioni. Ma il mio grande sogno è vedere un distretto veramente attrezzato a cui il paziente si può rivolgere con tutta tranquillità per le prestazioni». (a.s.)
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