Poliziotto aggredito durante i controlli

4 Settembre 2017

Detenuto gli sottrae la mazza di ferro usata per verificare le sbarre delle celle. La Uil-Pa: «Più tutele per questi lavoratori»

LANCIANO. Stava controllando le inferriate delle finestre per prevenire le evasioni dei detenuti. Per farlo, come d’abitudine, utilizzava il bastone di ferro che viene impiegato battendolo alle sbarre nella cella sottoposta a verifica. All’improvviso, il detenuto che si trovava in cella gli si è scagliato addosso intimandogli di consegnargli il cosiddetto “ferro” della battitura. L’agente, che sabato mattina stava facendo questa operazione da solo, si è difeso con tutte le sue forze dall’aggressione dell’uomo, ma la differenza di corporatura tra l’uno e l’altro ha fatto sì che a un certo punto ha dovuto cedere, consegnando la mazza di ferro al detenuto. Così facendo, però, si è tirato subito indietro e ha sprangato la porta della stanzetta, lasciando l’uomo chiuso dentro con la spranga di ferro che aveva finalmente ottenuto. Il detenuto, una volta avuto in mano il pezzo di ferro aveva subito cercato di aggredire il poliziotto, ma lui è stato più veloce nel ricacciarlo in cella e chiudere la porta, evitando ben peggiori conseguenze. Il poliziotto è poi andato al pronto soccorso dove i medici gli hanno dato una prognosi di 15 giorni a seguito dei traumi riportati nel corso dell’aggressione. «E gli è andata anche bene», commenta il segretario provinciale della Uil Pa Polizia Penitenziaria, Ruggero Di Giovanni, secondo cui l’aggressione poteva avere ripercussioni ben diverse. Secondo Di Giovanni la gestione di detenuti violenti nel carcere di Villa Stanazzo dovrebbe essere migliorata. Perché anche quella che è un’operazione di routine, come appunto la battitura delle inferriate, non diventi un ennesimo fattore di rischio per la polizia penitenziaria.
La battitura delle inferriate si fa normalmente con il detenuto presente nella cella. Il sindacalista, però, obietta che in questo caso si tratta di una persona che aveva già dato in passato evidenti segni di un carattere instabile e violento. «Questo detenuto», dice il sindacalista, «venne arrestato proprio per un episodio particolarmente violento, aggressivo e apparentemente immotivato, eppure una volta giunto a Villa Stanazzo sarebbe magicamente rinsavito». Solo pochi giorni fa, dice Di Giovanni, lo stesso detenuto avrebbe dato ulteriori segnali di squilibrio, che la direzione, però, non avrebbe colto nel modo adeguato.
«Abbiamo convocato per giovedì un direttivo regionale della Uil-Pa», conclude il sindacalista, «per valutare le modalità di tutela dei lavoratori che, non possono e non devono essere mandati allo sbaraglio». (cr.la.)
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