Polizze fantasma su internet, scoperto un falso assicuratore

CHIETI. Aveva messo in piedi un giro di polizze false su internet. Ma il finto assicuratore è stato scoperto e denunciato dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo: si tratta di un giovane di 21...
CHIETI. Aveva messo in piedi un giro di polizze false su internet. Ma il finto assicuratore è stato scoperto e denunciato dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo: si tratta di un giovane di 21 anni, di origini ucraine e residente in provincia di Napoli, con alle spalle una sfilza di precedenti penali per truffe analoghe. Stavolta è stato incastrato dopo la querela presentata in caserma da una delle vittime, un 61enne teatino.
La premessa è che, in tempi di Covid, è schizzato alle stelle il numero delle persone che, anziché dedicare un intero pomeriggio ai giri nelle agenzie di assicurazione, preferisce affidarsi a internet per trovare le occasioni più vantaggiose.
È il caso del 61enne, proprietario di un’auto di grossa cilindrata, che sceglie una copertura assicurativa al costo di 700 euro per un anno intero. Per non incappare in truffe, l’uomo tenta di saldare il conto con la propria carta prepagata, ma il pagamento viene respinto più volte. A quel punto a contattare telefonicamente il cliente è un sedicente incaricato della compagnia assicurativa che, dopo essersi presentato con nome e cognome, indica via Whatsapp il bonifico sul quale effettuare la transazione. L’uomo versa la cifra pattuita e, in rapida successione, riceve sulla sua casella di posta elettronica una copia del contratto. Il giorno successivo decide di fare un controllo sul portale dell’automobilista e scopre che la sua macchina non è coperta da assicurazione.
Il 61enne, per chiedere spiegazioni, invia una lettera all’indirizzo mail dal quale aveva ricevuto il contratto. Non arrivando risposte, decide di contattare direttamente l’agenzia assicurativa che gli conferma che il documento è falso. Non solo: non esiste alcun dipendente con il nome che gli è stato fornito in precedenza. La denuncia ai carabinieri è d’obbligo. I primi accertamenti consentono di risalire all’intestatario del telefono, un pakistano sconosciuto agli archivi di polizia.
È invece il numero di conto corrente a svelare l’autore del raggiro: un 21enne che ha all’attivo un’infinità di raggiri telematici messi a segno con lo stesso metodo. Il giovane ora dovrà difendersi dall’accusa di truffa davanti al tribunale di Chieti. (g.let.)
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