Polmone verde andato in fumo «Bruciati oltre 50 ettari di bosco»

È la stima provvisoria dopo i roghi degli ultimi giorni. Già partite le indagini per accertare le cause Il sindaco chiude l’accesso all’Acquabella: bagnanti ancora nella zona, va messa subito in sicurezza
ORTONA. Più di 50 ettari andati in fumo, prevalentemente di vegetazione boschiva, e un intero polmone verde da bonificare e mettere in sicurezza il prima possibile. È il primo bilancio dopo i roghi che hanno colpito il territorio di Ortona e devastato la riserva naturale dell’Acquabella. Nella notte tra lunedì e martedì, un’unità del Centro di coordinamento del Comune di Ortona (Coc), insieme ai vigili del fuoco, ha risposto alla chiamata di alcuni residenti per domare un ultimo focolaio che si era riacceso nella zona del Peticcio. Adesso, però, l’allarme sembra rientrato: è il momento di contare i danni e cominciare le operazioni di ripristino nelle zone colpite dalle fiamme. Gli incendi hanno devastato un’area molto vasta del territorio di Ortona, orientativamente compresa tra Villa Grande, San Donato, Santa Lucia, Ciampino, Torre Pizzis e il Peticcio. Ieri sono cominciati i primi sopralluoghi dei carabinieri forestali e dei tecnici comunali per pianificare la messa in sicurezza dell’area e la quantificazione dei danni, soprattutto nella riserva dell’Acquabella.
ACCESSO VIETATO. A tal proposito, il Comune ha emanato un’ordinanza di interdizione dell’accesso alla spiaggia della riserva, unita alla chiusura della strada che arriva alla pinetina dal cimitero canadese (non valida per i residenti). «Abbiamo dovuto vietare l’accesso alla riserva con un’ordinanza specifica», spiega il sindaco di Ortona Leo Castiglione, «perché i bagnanti stavano continuando a recarsi nella zona nonostante i gravi danni provocati dagli incendi. Quell’area ora va messa in sicurezza perché c’è il pericolo che possano cadere dei rami e fare altri danni».
LE PRIORITÀ. C’è un lavoro immane da fare per mettere in sicurezza la riserva naturale dell’Acquabella, dove parecchi ettari di vegetazione sono stati divorati rapidamente dalle fiamme.
Il Comune sta aspettando i risultati dei sopralluoghi tecnici per capire come intervenire, ma ha già fatto una prima stima sugli interventi necessari per ripristinare le staccionate di legno andate in fumo. Il processo di bonifica si preannuncia lungo e complesso perché le fiamme hanno riportato alla luce rifiuti abbandonati, colpendo anche alcune baracche costruite in mezzo alla vegetazione. Bisognerà catalogare le tipologie di rifiuti e programmarne lo smaltimento. Superata la fase di spegnimento degli incendi, ora la priorità è mettere in sicurezza il territorio. Poi si passerà alla programmazione del ripristino della vegetazione.
CACCIA AI RESPONSABILI. Nel frattempo, gli investigatori hanno già fatto partire le indagini: sono state raccolte le prime informazioni e ascoltati alcuni testimoni per chiarire la natura dei roghi degli ultimi giorni. Al momento della segnalazione dei molteplici incendi, fatta dai vigili del fuoco, è stato aperto come da prassi un fascicolo per incendio boschivo, a carico di ignoti, dalla Procura di Chieti. I carabinieri di Ortona stanno valutando tutte le piste, ovviamente senza escludere quella del dolo. Il sindaco Castiglione ha evidenziato i gravi danni subiti dal territorio di Ortona, ma ha anche lamentato alcune criticità relative all’invio dei soccorsi. Il presidente della regione Marco Marsilio ha assicurato che la Regione richiederà lo stato di calamità naturale e che presto arriveranno gli aiuti necessari anche per il territorio di Ortona, particolarmente colpito dagli incendi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

