Polo culturale, coro di no contro il rischio chiusura

Carenza di personale e immobile a pezzi, il Pd si schiera contro la Regione Appello alla Lega per sventare la soppressione. Forte: «Febbo non dà risposte»
VASTO. Un secco no alla chiusura dell’Agenzia di promozione culturale di via Michetti e un appello ai rappresentanti sul territorio della Regione Abruzzo affinché intervengano per scongiurarne la soppressione. È in atto uno scontro politico sull’Agenzia di promozione culturale che deve fare i conti con carenza di personale e un immobile che cade a pezzi.
Il Partito democratico scende in campo per chiedere la tutela del servizio che dal 2 gennaio scorso, in seguito al pensionamento di due dipendenti, ha ridotto gli orari di apertura. Secondo il Pd, contrariamente a quanto sostenuto in questi giorni dall’assessore regionale Mauro Febbo, «la Regione si appresta a chiudere l’Agenzia per la promozione culturale di Vasto dopo oltre 40 anni di attività a favore del territorio. Contestiamo tale decisione e chiediamo al presidente della Regione Marco Marsilio ed alla sua giunta di ripensare la decisione, valutando le conseguenze di tale scelta che priverebbe Vasto ed il territorio del Vastese di un’agenzia che promuove attività e servizi culturali in un comprensorio di oltre 100mila residenti. Grazie alla nostra Agenzia culturale», prosegue il Pd, «in questi anni si sono promossi eventi che hanno coinvolto tutti i Comuni del vastese, istituzioni, scuole, università ed associazioni, con progetti finanziati direttamente o in cofinanziamento, dall’Agenzia. Grazie all’Agenzia di Via Michetti, la struttura è stata aperta per convegni o manifestazioni culturali promossi da partiti, associazioni, sindacati, scuole, università, che hanno avuto la collaborazione qualificata ed attenta del personale del nostro centro culturale. Grazie alla biblioteca dell’Agenzia, generazioni di studenti hanno avuto libri, riviste, giornali e rete internet, per formarsi».
Nell’esprimere il proprio dissenso per la ventilata chiusura, il Pd si appella ai tre consiglieri regionali (Sabrina Bocchino, Manuele Marcovecchio e Pietro Smargiassi), affinché tutelino Vasto ed il vastese, mentre chiede al sindaco di Vasto Francesco Menna e all’assessore alla cultura, Giuseppe Forte, «di porre in essere ogni azione per evitare che si porti a compimento uno sfregio insopportabile per Vasto ed il territorio del Vastese».
Nel frattempo proprio Forte replica a Febbo: «L’averlo chiamato in causa per le forti criticità statiche che presenta la struttura che ospita l’Agenzia e per la riduzione drastica dei servizi offerti all’utenza, a causa del pensionamento del personale, lo ha mandato su tutte le furie», sostiene il vicesindaco, «la risposta dell’assessore regionale ad una semplice sollecitazione ad attivarsi è stata priva di risposte ai quesiti posti».

