«Polo culturale, subito il nuovo concorso»

19 Gennaio 2019

Il Tar ha sospeso la nomina del direttore, D’Alessandro: inutile spendere soldi dei cittadini per i ricorsi 

VASTO. «L’amministrazione comunale eviti di spendere i soldi della collettività facendo ricorso al Consiglio di Stato ed esegua prontamente l’ordinanza del Tar di Pescara indicendo un nuovo bando e nominando una nuova Commissione». È l’invito che Davide D’Alessandro (Vasto 2016) rivolge al sindaco Francesco Menna dopo l’annuncio da parte di quest’ultimo di voler impugnare la sentenza dei giudici amministrativi che, accogliendo il ricorso presentato dal concertista romeno Mihai Ungureanu, ha sospeso l’efficacia degli atti relativi alla nomina del maestro vastese Raffaele Bellafronte a direttore artistico del Polo Culturale ed intimato al Comune di avviare una nuova selezione pubblica entro il termine perentorio di 60 giorni. Il sindaco ha annunciato di voler presentare appello al Consiglio di Stato. «L’ordinanza del Tar ha messo in cattiva luce tutto l’operato dell’amministrazione, ancora in netta e disperata continuità con la precedente», annota D’Alessandro, «non fa una bella figura, il sindaco, quando scarica tutte le responsabilità sull’apparato burocratico-amministrativo. Se il Consiglio di Stato confermerà il giudizio del Tar, cosa ne faremo di questo apparato burocratico-amministrativo, lo butteremo nel cassonetto della spazzatura? Già, perché ora leggo che il primo cittadino è pronto a rivolgersi al Consiglio di Stato spendendo diverse migliaia di euro, non di Bellafronte ma di tutti i cittadini vastesi».
Anche per Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo, Alessandro D’Elisa, Francesco Prospero ed Edmondo Laudazi «il ricorso al Consiglio di Stato è una forzatura bizzarra. Non si capisce per quale motivo vada impiegato denaro pubblico per difendere le ragioni di un vincitore (Bellafronte) contro un suo concorrente-ricorrente (Ungureanu), quando l’interesse dell’ente dovrebbe essere quello di avere un direttore artistico con i giusti requisiti senza favoritismi. Infine non capiamo chi sosterrà i costi di una probabile sconfitta del Comune davanti al Consiglio di Stato, se non i cittadini vastesi che dovranno sostenere i costi di una amministrazione che prima sbaglia i bandi e poi persevera nella difesa dei suoi errori. Il sindaco Menna smetta, quindi, di considerare l’avvocatura comunale come una specie di “braccio armato” dell’amministrazione di sinistra e rispetti le sentenze dei giudici», concludono i cinque consiglieri di minoranza. (a.b.)
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