Polo giudiziario al San Camillo Il sindaco: «Così i poteri forti riducono Chieti a dormitorio»

Ferrara e Febo contrari al piano che ha già avuto il via libera del ministero: «Hanno scelto senza avvisarci, è inaccettabile. Il nostro progetto ignorato»
CHIETI. Evoca «i poteri forti» che stanno riducendo Chieti a una «città-dormitorio». Il giorno dopo la notizia, anticipata dal Centro, del via libera definitivo arrivato dal ministero per la nascita del polo della giustizia all’ex ospedale San Camillo, il sindaco Diego Ferrara va pesantemente all’attacco. Il dicastero di via Arenula ha già trovato l’accordo con la Asl per acquistare l’ex sanatorio del quartiere Santa Barbara al prezzo di 6.293.547 euro, inserendo l’operazione nel piano triennale degli investimenti 2025-2027. Di conseguenza, è naufragato il progetto presentato dal Comune di Chieti per realizzare la cittadella giudiziaria in centro storico.
L’ATTACCO
Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febbo decidono di intervenire sull’argomento nel primo pomeriggio: «Nonostante la mozione approvata dal consiglio comunale il 5 agosto scorso, passata senza i voti solo di Fratelli d’Italia, e nonostante pure la missiva inviata dal Comune al ministero con la richiesta di una risposta in merito al progetto proposto dall’amministrazione, abbiamo appreso a mezzo stampa del sì del ministero, ma per il progetto che trasloca gli uffici giudiziari all’interno dell’ex complesso dell’ospedale pediatrico San Camillo. Si tratta di un’ipotesi non solo molto più costosa, ma anche strutturalmente più complessa da realizzare rispetto a quella del Comune».
«I POTERI FORTI»
«Se davvero esiste già un accordo con la Asl in tal senso, che di fatto ignora amministrazione e consiglio», proseguono Ferrara e Febo, «tocca prendere atto che come al solito i poteri “forti” prevalgono sulla ragionevolezza, relegando un’istituzione che elabora una proposta per evitare l’ennesimo svuotamento del centro storico non solo all’angolo, ma al tappeto di un match evidentemente nemmeno tentato e non per causa nostra». I massimi rappresentanti dell’amministrazione comunale ricordano come il progetto della cittadella giudiziaria in centro sia stato presentato pochi mesi fa a un tavolo interistituzionale e inviato al ministero per la valutazione della fattibilità.
«neanche una risposta»
«Non solo il ministero non ci ha degnato di una risposta, ma veniamo a sapere dal giornale che invece si sta ragionando fattivamente su tutt’altro fronte e a nostra insaputa. Se ciò accadrà davvero (aspettiamo la relativa fattibilità), allora accadrà anche che il centro di Chieti sarà spogliato dell’ennesimo baluardo istituzionale e ridotto a un sistema di scatole vuote e ciò per mano governativa».
ASL E REGIONE NEL MIRINO
Dopo aver puntato il dito verso il governo, nel mirino di Ferrara e Febo finiscono la Regione del presidente Marco Marsilio, che si è sempre detto favorevole al progetto del San Camillo, e – indirettamente – anche la Asl guidata dal direttore generale Thomas Schael, che ha pessimi rapporti con l’amministrazione comunale di Chieti, come dimostra anche il recente scontro sulla gestione di situazioni di potenziale pericolo per la salute pubblica (vedi l’incendio all’azienda Mag.ma). Il trasferimento nell’ex ospedale, secondo il sindaco e il presidente del consiglio comunale, «è a solo vantaggio del soggetto proprietario del complesso, la Asl, che così potrà colmare parte dell’imponente deficit milionario prodotto con introiti da parte del governo».
«NOI ALL’INSAPUTA DI TUTTO»
Non manca un ultimo attacco: «Oltre alla scortesia istituzionale di non essere informati e considerati, cosa a cui come amministrazione di centrosinistra siamo da quattro anni ormai abituati, ci duole che nelle scelte che si ripercuoteranno sul futuro del Comune di Chieti e anche sulla organizzazione della mobilità e dei servizi, l’unica voce che sia mancata sia proprio quella di chi governa la città, che ha un rapporto costante e diretto con la comunità quotidianamente e che sta cercando di costruire per Chieti, nonostante il dissesto e indicibili difficoltà, un futuro diverso di quello di una città-dormitorio». IL PIANO
Costruito nel 1937, un tempo specializzato nella cura della tubercolosi, il San Camillo si trova in via Forlanini: considerando anche l’area esterna, ha una superficie di oltre 35.000 metri quadrati ed è distante dall’attuale palazzo di giustizia circa un chilometro e mezzo se si percorre la strada a piedi e tre chilometri in auto o con i mezzi pubblici. Quanto ai costi, è stato calcolato un investimento totale che sfiora i 37 milioni di euro, compresi anche i fondi che occorrono per l’acquisto del complesso. Passando ai tempi di realizzazione, secondo uno studio del ministero, «complessivamente sono necessari circa sette anni per ristrutturare e adibire a uffici giudiziari il San Camillo».
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