Polo scolastico per 2mila alunni: la proposta presentata alla città

Spunta l’idea di un campus destinato a bambini da 0 a 13 anni, ma servono i fondi del Piano di ripresa L’ipotesi già elaborata da un gruppo di tecnici. Gianluca Coletti: «Così offriremmo maggiori servizi»
ORTONA . Un maxi complesso scolastico per alunni dal nido d’infanzia fino alla scuola media. È l’idea avanzata dal coordinatore di Ortona 2030, Gianluca Coletti, sulla base dell’elaborazione di un progetto realizzato da un gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Carla Massari. Si tratta al momento solo di un’idea, lanciata alla città, da realizzare intercettando i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il cosiddetto Pnrr.
Secondo uno studio preliminare, nel campus potrebbero insediarsi 600 bambini da 0 a 6 anni del nido d’infanzia e scuola dell’infanzia, altri 800 della primaria e 600 delle medie. Il complesso si svilupperebbe su una superficie di terreno totale di 43.850 dove sorgerebbero anche campetti, parcheggi a raso e interrati.
«Nelle prossime settimane verranno pubblicati i bandi per spendere i primi 5 miliardi di euro del Pnrr destinati all’edilizia scolastica, di cui 3 miliardi per la sistemazione delle strutture esistenti e la costruzione di nuovi plessi e 800 milioni per la costruzione di nuove scuole efficienti energeticamente e pensate per una didattica innovativa», commenta Gianluca Coletti. «Il Comune di Ortona potrebbe condividere con le istituzioni scolastiche, i docenti, gli studenti e le famiglie un progetto per la realizzazione di un polo scolastico. Un campus capace di accogliere i circa duemila alunni ortonesi del nido d’infanzia, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado in strutture moderne, con aule innovative, auditorium/teatro, laboratori informatici, linguistici e scientifici, biblioteca con punto di ristoro, mensa scolastica, palestra, piscina e verde attrezzato».
L’ubicazione, da condividere con istituzioni scolastiche e famiglie, potrebbe essere in un’area facilmente raggiungibile da ogni parte di Ortona, ipotizzando anche di utilizzare una proprietà del Comune. L’idea, se si concretizzasse, «ridurrebbe le discriminazioni tra chi ha strutture più moderne e chi meno, avendo allo stato attuale un modello che vede strutture dislocate sulle singole frazioni e che non versano tutte nelle stesse condizioni. Migliorerebbe anche la formazione dello studente, che avrebbe strutture migliori dove poter apprendere ed esprimersi. Per di più», conclude il coordinatore di Ortona 2030, «consentirebbe servizi di dopo scuola».
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