Polo specialistico a Chieti I malati Covid ad Atessa

1 Maggio 2020

Ecco il piano della Asl per affrontare la seconda fase dell’emergenza Ora la parola alla politica, Febbo: il nostro ospedale punto fermo per l’Abruzzo

CHIETI. La Regione Abruzzo, la Asl di Chieti e l’università d’Annunzio progettano il futuro della sanità chietina. Verso la fase due dell’emergenza coronavirus, l’ospedale Santissima Annunziata tornerà il centro delle specializzazioni mentre l’assistenza ai pazienti malati di Covid si farà all’ospedale San Camillo di Atessa potenziato con tre nuovi reparti per accogliere anche i casi gravi. Di questo hanno parlato ieri gli assessori regionali Nicoletta Verì, Mauro Febbo e Nicola Campitelli, la consigliera regionale Sabrina Bocchino, il rettore dell’ateneo Sergio Caputi e la direzione della Asl al completo, con il direttore generale Thomas Schael, la direttrice amministrativa Giulietta Capocasa e il direttore sanitario Angelo Muraglia, accompagnati da Filippo Manci, direttore dell’area investimenti e patrimonio.
ECCO IL PIANO. Durante la riunione al rettorato, Schael ha annunciato il piano della Asl: «La nostra proposta è ripristinare tutta l’alta specialità a Chieti e portare ad Atessa l’assistenza Covid, intensificandone i livelli di assistenza con l’attivazione di posti letto sub intensivi e, successivamente, renderlo Covid hospital con pneumologia, malattie infettive e terapia intensiva».
LA POLITICA. Ora la parola passa alla politica che dovrà dare il via libera ai provvedimenti della Asl. Su questo Febbo è stato chiaro: «Nella seconda fase successiva all’emergenza», ha detto Febbo, «è fondamentale il ruolo strategico del Santissima Annunziata puntando al Dea di secondo livello attraverso la ripartenza e il potenziamento di tutte quelle attività di alta specialità già presenti nel nosocomio di Chieti. Insieme ai vertici della Asl, abbiamo condiviso i prossimi passaggi da attuare con uno specifico piano d’investimento da realizzare all’ospedale di Chieti. Pertanto», ha concluso Febbo, «in una visione complessiva del territorio della provincia di Chieti sul piano sanitario, il Santissima Annunziata rimane un punto fermo imprescindibile per le attività specialistiche».
POLO SPECIALISTICO. Nella prima fase dell’emergenza, aree Covid sono state allestite a Chieti e ad Atessa nella logica di “hub and spoke” cioè un centro di riferimento e una succursale, differenziati per il grado di complessità dell’assistenza prestata: a Chieti sono stati curati i casi più gravi; ad Atessa sono stati assistiti i pazienti con sintomi più lievi o avviati verso la guarigione. «Nella prima fase si è reso necessario riconvertire diversi posti letto di chirurgia in medicina per fare fronte all’ondata di pazienti che si è riversata su Chieti», ha detto il direttore generale, «limitando alle sole urgenze le prestazioni delle altre discipline. Ora, però, abbiamo assoluta necessità di far ripartire le attività chirurgiche e di alta specialità da Dea di secondo livello, al fine di dare le giuste risposte alle persone che soffrono di altre patologie, in special modo agli oncologici». Durante l’incontro, ha detto Schael, «abbiamo incassato il sostegno dell’università, assai sensibile alla ripresa del regime ordinario anche in funzione delle attività didattiche».