Pompieri, da Chieti a Roma per protestare

Giampaglione: «Salari bassi, carenze di mezzi e organico ma interventi in aumento nel Chietino»
CHIETI. Tra gli oltre duemila vigili del fuoco in protesta ieri davanti a Montecitorio c’era anche l’agguerrita pattuglia teatina con una quarantina di pompieri al seguito del segretario provinciale del Conapo, Giuseppe Giampaglione. «Dall’Abruzzo siamo partiti in 120», dice Giampaglione, «pronti a far valere i nostri diritti. Abbiamo stretto la mano a colleghi provenienti da tutta Italia e siamo soddisfatti per la riuscita della manifestazione culminata nella convocazione di una delegazione da parte delle forze governative». Vengono spesso chiamati eroi, operano dappertutto, dall’emergenza terremoto a Rigopiano, ma poi i vigili del fuoco risultano i peggio pagati tra i corpi dello Stato. Si trovano anche agli ultimi posti nella classifica delle retribuzioni del pubblico impiego.
«Prendiamo 300 euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia», dice Giampaglione, «e, ai fini pensionistici, non ci viene neanche riconosciuto lo stesso loro trattamento». Il problema è che il corpo dei vigili del fuoco non fa parte del Comparto sicurezza e per questo non gode degli stessi diritti di chi ne fa parte. Il Conapo è nato proprio con l’obiettivo di portare i vigili del fuoco nel Comparto sicurezza.
«Per quanto riguarda il comando provinciale di Chieti», ha concluso Giampaglione, «anche noi soffriamo dei tagli fatti negli ultimi anni, delle condizioni precarie di automezzi e sedi di servizio. Abbiamo, ad esempio, ottenuto di far salire di categoria il distaccamento di Vasto, ma, il riconoscimento alla fine è rimasto solo formale perché non siamo riusciti ad ottenere il personale in più che ci spettava. E questo nonostante gli interventi siano in continua crescita e abbiano superato la soglia dei 6.000 nel 2016». (a.i.)

