Pompilio: quest’amministrazione è ferma

La consigliera ribelle va all’attacco: scelte sbagliate su asili nido e predissesto, ora voterò liberamente
CHIETI. «Dal sindaco mi aspettavo un rinnovamento generale. Del resto, durante la campagna elettorale, i residenti ci avevano chiesto una città ma, finora, questa novità non l’ho vista». La consigliera Serena Pompilio (Azione politica) è l’unica che in 8 mesi ha rotto l’idillio nella maggioranza di centrosinistra e liste civiche. I primi 100 giorni dell’amministrazione Ferrara sono passati; sono passati anche i primi 6 mesi: «Quando abbiamo firmato l’apparentamento, ci siamo messi d’accordo sulle attività da portare avanti fin da subito e confidavo in un cambio di marcia rispetto al passato», dice Pompilio, «adesso sono venuti meno i capisaldi di quell’accordo, a partire dagli asili nido e dalle iniziative culturali. Questa amministrazione è ferma, ma questo è il mio parere, e la valutazione spetta ai cittadini».
Il suo dissenso dalla maggioranza è diventato palese con il no al piano di riequilibrio e, di conseguenza, con l’uscita dal tavolo Covid: resta una ribelle?
«Il mio dissenso non è nato ieri: quando abbiamo votato le linee programmatiche di questa amministrazione mi sono accorta che alla pubblica istruzione erano dedicate solo poche righe e già da allora non ho prestato il mio voto. Poi, il piano di riequilibrio che ci è stato imposto senza nessuna possibilità di incidere. Ogni volta che ho chiesto informazioni, dagli asili nido alla mensa, mi sono state date rassicurazioni che però sono rimaste lettera morta».
Cosa farà da qui in avanti?
«Sono pronta a votare contro tutti i provvedimenti inopportuni per la città ma voterò sì per ogni proposta positiva per Chieti. Di certo, non sono una che vota per presa di posizione: analizzerò le delibere e poi si vedrà. Sicuramente, dopo tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale, non potevo votare una delibera che revoca la gestione degli asili nido a Chieti Solidale».
Dopo 8 mesi di amministrazione, ci sono da rinnovare i vertici di Chieti Solidale e Teateservizi, cioè le partecipate che attuano le direttive del Comune: l’avrebbe fatto prima?
«Fin dall’inizio abbiamo rappresentato il tema delle partecipate comunali ma di questo non se n’è mai parlato. Ho fatto più interventi sulla necessità di una delega alle partecipate e sono lieta che sia stata affidata ad Andrea Rondinini. Finora, però, l’analisi sui conti non è stata avviata su decisione della giunta ma su richiesta di un funzionario. È assurdo che sia stato approvato un piano di riequilibrio senza aver prima messo mano alla Teateservizi, uno dei problemi principali di Chieti». (p.l.)

