Ponte, niente ricostruzione Si punta su vie secondarie

Ortona. Troppi soldi per il cavalcavia che collega contrada Feudo con Arielli Il Comune aggiusta le strade vicine. Totaro: «I cantieri iniziano entro giugno»
ORTONA. Plastica, pneumatici, scarti di edilizia e quant’altro insistono sugli argini del fiume Arielli, laddove dovrebbe esserci un ponte che non verrà ricostruito nemmeno quest’anno. Servono troppi soldi per riproporre un nuovo cavalcavia in sostituzione a quello danneggiato con il maltempo del 2015 e poi definitivamente demolito in previsione della successiva realizzazione di una nuova infrastruttura. Così il sovrappasso di collegamento tra contrada Feudo e Arielli rimane solo un progetto futuro, mentre residenti e imprenditori agricoli che in quelle zone hanno terreni di proprietà sono costretti ad utilizzare vie alternative altrettanto precarie per le condizioni dell’asfalto. Ecco perché nell’attesa di poter operare in merito alla ricostruzione del ponte, l’amministrazione comunale si è attivata per la sistemazione delle strade limitrofe all’infrastruttura che non c’è più. «Interverremo sulla viabilità alternativa ed a breve inizieranno i lavori», spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Totaro. Parla di «maggio, al massimo giugno» relativamente ai termini entro i quali cominceranno gli interventi predisposti.
«Per la ricostruzione del ponte i fondi da impegnare erano ben superiori rispetto a quelli inizialmente stimati», continua Totaro, «secondo noi sarebbero stati troppi rispetto alle esigenze di tutta la città». Sarà necessario pazientare almeno fino all’anno prossimo: «Dovremmo fare uno stanziamento sostanzioso nel prossimo bilancio», dichiara Totaro. La passata amministrazione aveva programmato la ricostruzione del ponte attraverso un progetto che prevedeva un impegno di circa 88mila euro, che però secondo l’amministrazione Castiglione non è più attendibile alla luce delle prescrizioni date dall’ufficio tecnico del Genio civile e che riguardano il rispetto delle norme vigenti.
Così nei mesi scorsi erano state richieste informazioni alla dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Milena Coccia, su una più veritiera somma necessaria. E la stessa aveva risposto allegando una relazione dettagliata di due tecnici che prevedono costi per circa 650mila euro. Tutt’altra cifra, quindi, rispetto a quanto inizialmente stimato. Nell’attesa della ricostruzione, intanto, i rifiuti abbondano davanti allo sbarramento realizzato con rete da cantiere. Nonostante le frequenti bonifiche delle mini discariche che si vengono a creare, il problema continua a ripresentarsi con costanza. E la foto scattata ieri mattina dimostra come a distanza di poco tempo sia necessario una nuova pulizia dell’area.
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