Porta San Biagio torna agli antichi splendori

Riconsegnato alla città l’ultimo dei 9 ingressi storici della città, resta il cantiere per finire l’illuminazione
LANCIANO. Dopo quasi un anno, torna a risplendere Porta San Biagio. Via teli, ponteggi e impalcature da uno dei simboli di Lanciano, l’unica porta, (XII secolo) rimasta in piedi delle 9 medievali che cingevano la città. Via soprattutto erbacce, guano dei piccioni e sporcizia che aveva dipinto di nero tutta la parte superiore dell’arco e una colonna e mattoni mancanti recuperati; ora a cittadini e turisti è stato riconsegnato un pezzo di storia in tutto il suo splendore. I lavori di “riqualificazione di Porta San Biagio, delle mura civiche e dei percorsi limitrofi” (300.000 euro), però, non sono finiti. La ditta Cira (Costruzioni-restauro monumentale) srl di Roma che se li è aggiudicati dopo una gara lunga due anni che ha visto 142 ditte partecipare, deve ultimare fognature e illuminazione; l’area infatti resta un cantiere.
«Abbiamo tolto i teli e le impalcature perché la pulizia della porta in sé è finita», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «e abbiamo voluto riconsegnare questo pezzo di storia alla città; il monumento poi è anche a disposizione dei turisti. Il progetto redatto dall’architetto Adele Di Campli, oltre alla pulizia della porta e al consolidamento di mattoni e pietre che portavano i segni dell’incuria e del tempo, prevede il rifacimento delle fognature e reti di raccolta delle acque sulla parte finale di via Bastioni (che tanti problemi danno ai residenti visto che saltano spesso, ndc) e la copertura della strada riutilizzando i cubetti di porfido esistenti. Poi sarà ripulita la piazzetta della porta e sistemati i due percorsi pedonali che conducono verso il parcheggio con ascensore e la strada di via Per Frisa. Anche qui ci sarà sistemazione delle fognature e la pavimentazione sarà in acciottolato e pietra della Maiella».
Da finire anche la parte relativa alle luci che valorizzeranno la porta anche di notte. Durante i lavori, che si sono dovuti fermare nei due mesi del lockdown e del blocco cantieri, nel ricavare i percorsi è venuto alla luce quello del vecchio tratturo che permetteva di entrare e uscire dalla città attraverso la porta. Le impalcature restano invece ancora sulle mura dove sono stati fatti lavori di consolidamento della frana, è stata chiusa la voragine apertasi nel 2005 (400.000 euro fondi regionali).
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