Porto, a settembre apre il cantiere Gestione ai privati fino al 2050

San Salvo. Nel progetto di rinnovamento dello scalo area self service ed eventi, trabocco e hotel Investimenti per 3,5 milioni. Ciavatta (Le Marinelle): rilanciamo le attività turistiche e commerciali
SAN SALVO. Superati tutti gli ostacoli amministrativi e burocratici, il progetto del nuovo porto turistico di San Salvo marina viaggia a grandi passi verso l’avvio dei lavori. Il cantiere si dovrebbe aprire a settembre di quest’anno. «Abbiamo deciso di iniziare subito dopo l’estate», afferma Oreste Ciavatta, presidente della società Le Marinelle srl, «dato che durante la stagione balneare l’ordinanza vieta di aprire i cantieri». La spesa, intorno ai 3,5 milioni di euro, sarà interamente a carico di privati, che gestiranno il porto per tutta la durata della concessione, che scadrà nel 2050.
Approvato il 6 febbraio in consiglio comunale, il progetto prevede un’ampia offerta di servizi turistici. E cioè: un’area self-service per i diportisti del valore di 500.000 euro, una piazza per gli eventi da 50.000 euro, la realizzazione di un trabocco da 200mila euro, un’area per la vendita di mitili e del pescato da 200mila euro, un hotel da un milione di euro e gli interventi di riqualificazione di tutta l’area che ammontano a 650.000 euro, oltre a successivi investimenti di arredo e messa in efficienza delle strutture.
«La nuova opera consentirà il naturale rilancio di tutte le attività che sono di compendio alla struttura portuale. Quindi non solo quelle turistiche ma anche quelle commerciali nell’area mercantile, quelle del trasporto delle persone nella zona degli aliscafi, quelle della pesca nell’apposito spazio previsto. Ognuno potrà operare con dignità, per le proprie competenze professionali in una struttura moderna ed efficiente. «Il progetto sarà sostenuto da investitori locali che credono fermamente in questa ininziativa. Per quanto riguarda l’area a terra», continua Ciavatta, «siamo un pò penalizzati. Generalmente gli spazi sono superiori nei porti turistici. Questo porto nasce in un’area urbanizzata e soffre la mancanza di spazi. Non è un porto di transito ma è stato pensato per quei diportisti amanti della pesca o per chi si concede brevi escursioni nei dintorni», prosegue. «Con 200 contratti all’anno il porto non riesce a raggiungere un equilibrio economico se non con prezzi fuori mercato. Nel 2014, insieme agli altri 52 soci, abbiamo avviato l’iter presentando il progetto di riqualificazione di tutta l’area attraendo investimenti privati e dalle royalty che vengono ricavate dalla gestione ristabilire un equilibrio economico per la gestione dello scalo marittimo». Essendo un bene gratuitamente devolvibile, al termine della concessione tornerà nelle mani del Comune che si ritroverà con una struttura notevolmente aumentata di valore rimettendo in concessione un porto già attrezzato. «Il Comune è stato lungimirante nell’approvare la nostra idea. Ha ritenuto credibile il progetto e qualificante l’intera area che contribuirà allo sviluppo turistico di San Salvo marina», conclude Ciavatta.
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